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Recensione hostingtalk a nostra Virtual Machine VMware

March 16th, 2009

Ringraziamo Sefano Bellasio e lo Staff di HostingTalk per la recensione di una ns soluzione Virtual Machine.

FONTE: Link Recensione di Stefano Bellasio HostingTalk.it

TITOLO: ServerWeb.net VPS-BIZ VMware: cluster e implementazione al 100% di VMware

Serverweb.net ha fatto dello shared hosting e delle virtual machines i propri prodotti di punta, l’azienda, di proprietà di Eos Net SRL, giunge infatti sul mercato con una forte specializzazione nel comparto della virtualizzazione e un orientamento, fino dalla fondazione del brand, all’utilizzo e all’offerta di servizi in ambiente virtuale, accompagnati dall’infrastruttura di VMware.

La soluzione provata da HostingTalk.it si basa sulla configurazione middle-level proposta da Serverweb.net, una vps VMware equipaggiata con 512MB di ram, 20 GB di spazio disco, 100GB di traffico mensile incluso e il 25% di potenza della CPU utilizzabile, per un canone mensile di 75 Euro più iva. Serverweb.net fornisce di default in ogni offerta 4 tipologie di supporto: via email, ticket, telefono e fax, con monitoring delle configurazioni in automatico ogni minuto e umano ogni cinque minuti. Scelta che permette all’azienda di garantire anche un uptime di linea del 99.7%.

In ultimo da ricordare che le soluzioni virtuali vengono erogate con contratto mensile e fornire di default con distribuzione CentOS, e possibilità di scelta tra Suse, Fedora, Debian, Ubuntu o Windows con richiesta diretta in fase di ordine del pacchetto. La nostra soluzione rientra in quelle standard fornite di base dalla compagnia, tuttavia da sottolineare come Serverweb.net accetti anche la creazione di Vms all’interno della propria infrastruttura con i parametri richiesti direttamente dal cliente.

Hardware, piattaforma di virtualizzazione e ridondanza

L’aspetto più distintivo della soluzione di Serverweb.net è sicuramente nella soluzione hardware e software scelte dalla compagnia per l’erogazione di un ambiente virtuale capace di servire anche applicazioni e utilizzi mission critical. L’azienda ha deciso di basare tutti i propri servizi sull’attuale soluzione più elevata offerta da VMware, VMware ESX è infatti alla base sia delle soluzioni shared sia delle soluzioni virtuali dell’azienda, e viene utilizzato in un cluster di più macchine, con lo sfruttamento di una serie di strumenti forniti da VMware per l’implementazione dell’HA (High Availability).

Partendo dall’inizio, la società utilizza il data center di KPNQwest, a Milano, dove ha un proprio spazio e da cui eroga la maggior parte dei servizi. La serverfarm dispone di un collegamento diretto con il MIX di Milano, per garantire tempi di accesso alla rete ridotti rispetto ad altre soluzioni e la compagnia ha deciso di ridondare con doppia linea di rete e doppia linea di alimentazione tutti i propri racks.

Sul fronte hardware, la compagnia utilizza solamente server di proprietà DELL, organizzati come detto in cluster e accompagnati da uno storage ridondato creato con una soluzione Dell SAN Storage MD3000i, una delle proposte di fascia alta dell’azienda che vengono solitamente utilizzate in ambienti di virtualizzazione in cui è necessario un accesso veloce ai dischi e la possibilità di ridondare anche lo storage. Ci ha tuttavia stupiti positivamente l’implementazione del software VMware, una soluzione in cluster che non è comune in Italia e che fa uso di tutte le moderne soluzioni software create da VMware.

L’infrastruttura di Serverweb fa infatti uso di Vmotion e DRS, due dei sistemi portanti dell’hypervisor ESX utilizzati per garantire continuità di funzionamento delle VPS in ambienti cluster.

Come funzionano? All’interno del cluster di macchine di Serverweb.net, la compagnia ha utilizzato a monte dei server dedicati a vCenter, il pannello di controllo di ESX, e ha implementato Vmotion all’interno del cluster di server che ospitano le macchine virtuali, in tal modo, qualora uno degli N nodi del cluster (un singolo server DELL) vada offline per motivi software o hardware, la Vmotion consente alla VPS di migrare su un altro nodo “a caldo”, senza che il servizio venga interrotto, ricordando che lo storage dei dati avviene fisicamente sulle SAN, anche queste ridondante.

In realtà Vmotion rientra nella soluzione HA di VMware, ancora più interessante è la scelta di utilizzare DRS, Distributed Resource Scheduler, il sistema viene utilizzato quasi esclusivamente in ambiente cluster ed è consigliato da VMware in fase di attivazione delle macchine: il suo utilizzo permette alle macchine virtuali di migrare nel cluster nel caso in cui il server in cui si trovano non riesca a fornire sufficienti risorse, perchè sovraccarico, la macchina migra sul server più scarico automaticamente, in modo da garantire le risorse acquistate dal cliente per la propria virtual machine. Infine, Serverweb.net, ha deciso di utilizzare la soluzione di consolidated backup per quanto riguarda la protezione dei dati, si tratta del backup completo della virtual machine eseguito direttamente all’interno di ESX, senza software esterno e non certificato da VMware.

Come detto, la scelta di utilizzare il top di gamma attualmente disponibile in casa VMware colloca Serverweb.net ad uno dei gradini più alti nella fornitura di servizi virtuali a livello italiano, siamo soliti infatti vedere provider che utilizzano VMware ESX in semplici server, senza prestare attenzione a features essenziali per garantire continuità del servizio.

Software a corredo, distribuzioni e sicurezza

La VPS di Serverweb.net viene fornita di base con una distribuzione Linux Centos con installati i servizi basilari per la gestione di un server web, con Apache 2 e MySQL installati direttamente dalla distribuzione. Lo staff di Serverweb.net al momento della consegna imposta anche alcune semplici regole di firewalling verso la rete esterna, ma non effettua in alcun modo blocco di alcune porte o il filtraggio del traffico in uscita sulla rete esterna.

Le distribuzioni installabili sono le più svariate, la compagnia riporta Suse, Ubuntu o Windows, ma lo staff ha risposto senza problemi alla nostra richiesta di installare una versione di Debian 4 Etch minimale, rendendola disponibile dopo poche ore dalla richiesta. A richiesta è possibile, con un canone aggiuntivo, richiedere l’utilizzo di Windows Server come sistema operativo della propria VPS. Di base inoltre la compagnia non fornisce alcun pannello di controllo, è disponibile tuttavia la possibilità di averlo direttamente installato dallo staff su richiesta del cliente, con la possibilità di scegliere tra Plesk e cPanel.

Sul fronte della sicurezza, la compagnia come detto non applica alcun filtraggio delle connessioni e delle porte utilizzate, è ad ogni modo è presente un firewall hardware a monte della rete che viene direttamente utilizzato dalla compagnia per la protezione della stessa.

Uptime

Da contratto Serverweb.net fornisce uno SLA di servizio del 99,7%, un valore abbastanza alto che Serverweb.net riesce tuttavia a garantire con qualche punto in più.

Abbiamo monitorato il servizio di Serverweb per ben 5 mesi, da Ottobre 2008 a Marzo 2009, ottenendo un Uptime complessivo del 99.86%, che passa però al 99,99% (quasi 100%) se andiamo a togliere il riavvio della virtual machine e l’aggiornamento di ESX eseguito dalla compagnia il primo mese oltre al downtime relativo alla reinstallazione del sistema operativo che ha causato un riavvio forzato della stessa. Il controllo è avvenuto costantemente, ogni minuto, con l’utilizzo del servizio di Pingdom.com, da cui la VM di Serverweb è stata controllata ogni volta da 8 differenti data center nel mondo.

La rete a cui si appoggia il servizio è ottima, abbiamo registrato un tempo medio di risposta di 102 ms (come visibile in figura), valore più che ottimale considerando che tutti i punti di monitoring sono esteri, principalmente in territorio USA, Europa e Asia. Per quanto riguarda il ping, dai nostri server, nel data center milanese di Seeweb, il ping di risposta da noi registrato è di 2,25 ms di media, mentre abbiamo registrato un valore di ping di media di 53 ms con una comune connessione ADSL Telecom Italia Wholesale.
Assistenza

Il servizio di assistenza di Serverweb.net offre una soluzione a 360°, il servizio associato alle soluzioni virtuali prevede assistenza telefonica, via ticket, chat e infine fax.

Abbiamo utilizzato l’assistenza solo in una occasione oltre alla richiesta di reinstall della macchina virtuale, contattandola via email, e ricevendo risposta nell’arco di circa 30 minuti. Le condizioni di assistenza sono ben specificate nelle condizioni del provider, sono garantite risposte in 10/20 minuti in orario di ufficio e in massimo 30/50 minuti fino alle 22.30. Ovviamente durante il weekend viene fornita assistenza con attesa di 2/3 ore.

Troviamo migliorabile la gestione della macchina sul fronte assistenza, i riavvii della stessa possono essere richiesti via email e vengono eseguiti in pochi minuti, tuttavia sarebbe utile rendere disponibile un pannello esterno o l’accesso diretto a quello di VMware ESX per la gestione della propria macchina, una feature che renderebbe sicuramente minore il carico sull’assistenza. Serverweb.net, interpellata in merito, ha risposto che per questioni di sicurezza allo stato attuale non viene fornito accesso al pannello di VMware, direttamente in collegamento con le macchine che ospitano i vCenter.
Connettività

Come detto, il servizio viene erogato dal data center di KPNQwest di Milano, la compagnia ha una doppia linea di alimentazione ma anche una doppia linea di rete, per cui i guasti legati alla connettività dovrebbero di fatto essere i meno probabili nell’infrastruttura. Il collegamento con MIX e con i principali carriers fa si che l’offerta, dal punto di vista della connettività, sia ottima e non abbiamo riscontrato alcun problema su questo aspetto nelle nostre prove.

Sul sito dell’azienda non viene specificato l’apertura di banda fornita con la banda, ma solamente il traffico mensile realizzabile (pari a 100GB nel nostro caso). Abbiamo provato il download di più distribuzioni ISO da circa 4GB ciascuna, con diverse locations, e abbiamo ottenuto un valore di download che variava tra i 1.15 e i 2 Mbit/s, un picco di quasi 3 Mbit/s raggiunto solamente una volta, con il download direttamente dal nostro server interno. Si tratta ovviamente di una quantità di banda più che sufficiente, e superiore, se utilizzata 24/24 a quella dichiarata da contratto, ad 1 Mbit/s costante arriveremmo a totalizzare infatti oltre 300GB mensili di traffico dati.
I/O Test

Giungiamo ai test relativi all’input/output e alla risposta del sistema. Sulla virtual machine abbiamo eseguito complessivamente tre test, il primo è Iozone, utilizzando per vedere il comportamento del sistema all’esecuzione di operazioni di scrittura, lettura, riscrittura ecc. sul disco e dei test inerenti la parte disco del sistema. Prima di passare all’analisi dei dati, non siamo rimasti stupiti dai tempi di risposta davvero bassi del sistema, si tratta di un comportamento del tutto normale con l’adozione di una soluzione di storage su SAN e un ambiente di virtualizzazione VMware, indubbiamente uno dei vantaggi nella scelta di una infrastruttura adatta alla virtualizzazione.
Il benchmark dispone di una grande varietà di opzioni e configurazioni possibili, abbiamo deciso di utilizzare Iozone con i suoi comandi di default, e impostando quindi una gestione automatica delle misurazioni, dell’utilizzo della CPU e della cache.

Di seguito alcuni dei test eseguiti con Iozone, e relativa descrizione del test:

Write Performance:
Questo test consente di misurare le perfomance del sistema nella scriturra di un nuovo file. Bisogna considerare come non vi sia solamente l’indicazione delle risorse utilizzate per la scrittura del file ma anche per l’individuazione della directory, l’allocazione dello spazio e altri passaggi intermedi che creano un certo overhead visibile nei dati all’inizio della scriturra.

1

Read performance

Si tratta di un semplice benchmark per misurare le performance nella lettura di un file esistente.

2

Fwrite performance

Misura le performance di scrittura di un file attraverso la funzione di libreria Fwrite. Solitamente si ottengono maggiori performance per file di dimensione piccola.

3

Fread performance

Questa operazione misura le perfomance nella lettura di un file tramite Fread.

4

I test sui dischi condotti con Seeker e Hdparm hanno rivelato rispettivamente dei valori compresi, per Seeker, tra gli 8.17 ms di risposta e gli 8.29 ms, su un campione di cinque test. Per Hdparm il valore varia tra i 90 e i 102 MB/s in scrittura, su un campione di 3 test.

Si tratta, come detto, di ottimi valori nel caso dei tempi di accesso, leggermente inferiori alla norma nel caso dell’uso di Hdparm che dovrebbe restituire valori più alti nel caso di una simile soluzione. Il valore ottenuto nel test è di 85.7 come mostra la figura:

5

In ultimo abbiamo eseguito UnixBench, si tratta di un test molto utilizzato e con il quale potete confrontare i risultati sul thread dedicato di WHT, dove sono presenti i valori ottenuti con i principali servizi di VPS a livello globale.

L’ambiente testato è sicuramente uno dei più adatti ad ospitare diverse tipologie di servizi, il fatto di non avere praticamente alcun limite dal punto di vista della rete, oltre alla piattaforma Vmware, rende la soluzione di Serverweb.net ideale per il webhosting ma incline anche ad ospitare applicazioni di terzi, non specificatamente destinate al web. Difficile in questi casi fornire un target preciso di utenza per una soluzione di questa tipologia, sicuramente da preferire ad un server dedicato per via delle caratteristiche di HA che l’azienda ha deciso di adottare, una scelta che consente di apprezzare pienamente le qualità di un ambiente virtuale.

Conclusioni

La soluzione virtuale proposta da Serverweb.net si colloca in un segmento di mercato destinato a professionisti ed aziende, ci troviamo di fronte ad una soluzione di alto livello, una virtualizzazione che viene implementata su hardware dedicato e con pieno sfruttamento delle tecnologie offerte da Vmware. In tal senso reputiamo che la VPS sia perfettamente idonea all’utilizzo in ambito webhosting, la prevenzione di downtime della macchina, grazie all’infrastruttura, è sicuramente un punto a favore per preferire questa soluzione ad una macchina dedicata, pensando di utilizzare più VPS all’interno della stessa infrastruttura per soluzioni mission-critical.

Troviamo particolarmente importante la scelta di non limitare in alcun modo la rete sulla macchina, una scelta che fa intendere come gli utilizzi possibili siano i più svariati e non solamente legati al webhosting. Sarebbe sicuramente interessante avere a disposizione un pannello di controllo per la gestione della VM, ci sentiamo infatti spaesati di fronte ad una soluzione di alto livello che non fornisce alcuno strumento di gestione per il riavvio o lo spegnimento della macchina stessa, o per portare la stessa ad uno snapshot precedente.

Ottima la connettività e l’uptime della macchina, uno dei punti forti della soluzione Serverweb.net, che ci sentiamo di consigliare ai clienti in cerca di una vera soluzione virtuale, senza limiti e in tutto e per tutto paragonabile ad una macchina dedicata di alto livello. L’azienda fornisce un servizio unmanaged, con la possibilità di avere assistenza e supporto managed con un canone mensile aggiuntivo.

Riassunto PRO e CONTRO dell’offerta Serverweb.net

PRO riscontrati nella soluzione Serverweb.net:

  • Piattaforma hardware di primo livello, la compagnia utilizza server Dell di fascia alta e una struttura in cluster più storage esterno su SAN per erogare il servizio
  • Vmware: la compagnia ha implementato ESX su un cluster di macchine con possibilità di utilizzo di Vmotion e DRS, soluzioni che consentono HA (High Availability) sulla struttura
  • Connettività e data center: la scelta di collocare il servizio in uno dei migliori data center italiani arricchisce l’offerta, considerando inoltre la ridondanza a livello di linea e alimentazione elettrica
  • Assistenza, difficile trovare uno staff che metta a disposizione dell’utente così tanti mezzi di comunicazione per richiedere assistenza, con tempistiche certe.
  • Una soluzione adatta a qualsiasi utilizzo, anche in ambito mission-critical

CONTRO riscontrati nella soluzione Serverweb.net:

  • Manca un pannello di controllo della VM, una soluzione di fascia alta come questa dovrebbe esserne provvista
  • L’uptime rilevato è molto alto, la compagnia dovrebbe alzare il livello garantito da contratto
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Scegliamo la strada giusta! Scegliere l’hosting provider

January 5th, 2009

In questo blog abbiamo dibattuto su come scegliere un partner hosting, un’azienda a cui affidare il proprio business online, il proprio sito internet - spazio web hosting, senza però mai approffondire perchè dovreste scegliere noi.
Abbiamo creato anche una tabella comparativa che potrebbe tornare utile: comparazione

E’ vero che a monitor tutti i formitori sono più o meno uguali, più o meno tutti buoni e bravi, ma il cliente dovrebbe carpire quelle informazioni che è difficile estrapolare da un sito web e cioè la reale struttura che vi è dietro ad un fornitore.

Il nostro sito purtroppo non sarà ben fatto, bello, accattivante, utile per poter capire realmente cosa c’è dietro ad un servizio. A tal proposito proviamo a spiegare analiticamente come viene erogato un servizio.

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Il data center è Kpnqwest Italia Caldera. Sicuramente uno dei più importanti data center italiani, dove possiamo contare di affidabilità di linea e rete elettrica grazie alle loro ridondanze, ma soprattutto una collaborazione attiva su ogni fronte. Una struttura DC scelta da molte aziende di importanza mondiale e con un nodo collegato direttamente al Mix di Milano che ci beneficia di ping e hop con le reti nazionali di sicuro interesse. Grazie al nodo di interscambio Cogent i ping e gli hop dagli stati oltr’alpe sono tra i valori più bassi.

Vista la ridondanza a tutto campo del DC, abbiamo voluto creare una struttura che sfrutti a pieno queste caratterisctiche. La nostra struttura è basata anch’essa su ridondanza rete elettrica e rete internet.

E’ inutile avere alle spalle un DC ridondanto se poi al rack arriva una sola linea internet e una sola linea elettrica, come accade nella maggior parte dei competitor. Chiedete a chiare lettere: avete ridondanza DC oppure anche a livello di rack?
Se il ns rack è collegato solo ad una delle due linee elettriche (semplifichiamo il concetto) a cosa serve la ridondanza DC se non facciamo arrivare sul rack stesso anche la linea di backup della seconda linea DC?

La nostra struttura sfrutta a pieno le ridondanze del DC utilizzando sia la linea internet di backup, sia la rete elettrica di backup

Qui nasce un ulteriore problema. Vogliamo sfruttare al meglio la ridondanza della rete DC e della rete rack? Pertanto dobbiamo utilizzare anche una ridondanza hardware utile nel caso in cui salta la rete a cui viene collegato il primo switch.

Vediamo di semplificare la comprensione

RETE DC RIDONDATA

dalla rete DC arriva doppia linea internet (1 di backup) e doppia rete elettrica (1 di backup)

1 switch è collegato alla prima rete elettrica e 1 alla linea di backup
1 switch è collegato alla prima rete internet e 1 alla linea di backup
Gli switch sono collegati tra loro per capire quale rete stà funzionando

I server escono con 4 schede di rete, 2 collegate al primo switch e 2 al secondo switch
I server sono collegati con doppia alimentazione alla prima rete elettrica e alla seconda rete lavorando in sinergia

I Server sono collegati in fibra alla SAN la quale è anch’essa collegata a doppia alimentazione.

Grazie all’utilizzo della SAN abbiamo una situazione di storage scalabile

I server sono studiati per poter essere anch’essi scalabili a livello di potenza e sono ridondati in Alta Affidabilità.
Nel caso di problematiche hardware su un server, i servizi vengono switchati a caldo su altro server disponibile.

I servizi web vengono posizionati su RAID 5 con backup giornaliero/settimanale incrementale

A questo punto speriamo sia chiaro che vi è una grossa differenza tra l’affidare il proprio business, il sito web, a chi posiziona i servizi su un server non in cluster, in rack senza backup rete elettrica e internet, in dischi Raid 1 o persino senza raid.
Avere alle spalle un DC ultra potente, ultra ridondato non è sufficiente se poi alla base non vi sono ulteriori ridondanze.

Se poi tutto questo viene servito su un piatto d’oro (assistenza al Top con tempistiche dichiarate), non vi è da attendere oltre nella decisione.

Grazie per l’attezione

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Il fornitore di hosting

November 7th, 2008

Una piccola guida per la scelta di una società come referente, partner, fornitore, venditore di spazio web, servizi di hosting, servizio email, consulenza.
Scegliere è un vero e proprio CAOS, quasi come scegliere la giusta cravatta per l’ abito da cerimonia.

Come la “cravatta”, l’hosting deve essere perfettamente in linea con le esigenze dell’ abito, colori , modo di vestire, colore degli occhi.

Sinceramente, scegliere una cravatta, nel momento in cui ho già deciso in quale negozio entrare, è molto semplice: prendo la camicia, l’abito e inizio le prove di abbinamento.

In queste due righe abbiamo detto le regole basi per scegliere il servizio da acquistare

Scelgo l’azienda:

questo punto, come la scelta del negozio, è il momento in cui perdiamo la maggior parte del nostro tempo.
Abbiamo davanti a noi 20 negozi di cravatte, 20 siti web di società di hosting. Quale scegliere?

Scelgo il nome più bello, scelgo la vetrina più lineare o più accattivante? scelgo in base ai colori delle pareti del negozio? scelgo in base alla bellezza della ragazza che è al bancone? scelgo in base al nome conosciuto in città? scelgo in base al prezzo

Cerchiamo di arrivare nella strada dei negozi già con alcune idee chiare (esempi un pò forti, sperando siano comprensibili)

1) cosa voglio dal mio fornitore?

  • assistenza continua o no?
  • assistenza veloce o no? (l’orlo dei pantaloni me li fà dopo 5 giorni o 1 giorno?)
  • assistenza e consigli sul mio futuro business o no? (negoziante attento alle esigenze del cliente)
  • garanzie scritte o aleatorie? (etichetta sui prodotti con le indicazioni ad hoc)
  • garanzia di solidità futura o no? (dopo 1 anno il negozio sarà chiuso?)
  • uno che pensa solo ai numeri e non ai clienti intesi come persone? (fornitore industriale o con anima artigianale?)

2) il mio fornitore deve essere

  • bello all’apparenza e basta? (gran vetrina ma nel negozio poca sostanza)
  • pieno di se , pieno di paroloni ma poca sostanza o tanta sostanza e poche parole? (noi qui, noi là, ma a conti fatti…)

3) il mio sito è

  • amatoriale o deve avere una certa stabilità? (la cravatta è usa e getta?)
  • amatoriale o pronto al successo? (la cravatta la posso abbinare al mio vestito da lavoro?)
  • amatoriale o in esso vedo il mio futuro? (la cravatta è talmente perfetta che andrò con essa dal prossimo cliente?)

4) la struttura su cui devo posizionarlo deve

  • essere ben chiara sul sito o mi affido a qualche immagine? (la cravatta di cosa è fatta?)
  • deve essere garantita da alta disponibilità oppure no? (se dopo poco tempo si sfibra??)
  • mi basta sapere che è su un server con 2,3,4,5 hard disk o è meglio conoscere cosa succede se…
  • la struttura è costosa o economica? (made in china o in Italia?) *

*(precisazione)
- che tipo di server utilizzano?
- i siti web vengono inseriti su server in cluster oppure su unico server?
- se si rompe un server il down di quanto tempo sarà?
- se si rompe uno o due hard disk?
- se parte il Sistema operativo?
- i backup sono salvati internamente e/o esternamente?
- se salta lo switch cosa succede?
- se salta una scheda di rete?
- se salta una cpu?

Etc…

FACCIAMO QUESTE DOMANDE all’azienda a cui voglio affidare il mio BUSINESS! i miei siti web, quei siti che mi danno da mangiare!, e poi decidiamo.
Il nostro slogan parla di “CAMBIA STILE DI VITA…”.

Ragioniamo su questo.

E’ vero che trasferire un dominio è sempre una “rottura di scatole” ma a quali problematiche posso andare incontro se non lo trasferisco?

Devo sempre pregare nel signore sperando che quell’unico server o quell’unica linea o quell’unico UPS o quell’unico firewall o quell’unico RAID non si rompa?

Lasciamo da parte la qualità del supporto che normalmente è sempre attivo nelle aziende di successo, ma lato struttura come è la situazione?
Dove è ospitato il sito, vi è una ridondanza della rete internet? Della rete elettrica? Dello switch? Degli HARD DISK, del server stesso? SI o NO? Questo è ciò che vi dovete chiedere.

Andiamo avanti e torniamo alla scelta.

Adesso che ho capito quali sono le mie esigenze a livello di aziende fornitrice, inizio a visitare i siti e cerco di andarmi a leggere con attenzione

  • chi siamo (se qualsiasi cosa non è ben chiara contattare l’azienda)
  • iniziare a fare delle tabelle, utili per fare paragoni tra i fornitori (se può interessare seguire il link)
  • cercare in rete qualche informazione sulla società
  • fare ricerche su quanti domini ospitano (risposte non obbligatorie in base al tipo di clientela)
  • farsi dare qualche nome cliente (risposta non obbligatoria vista la privacy)
  • controllare il capitale sociale e cercare su infocamere se l’azienda esiste
  • chiamare al telefono per accertarsi del supporto
  • contattarli e attendere la risposta
  • garantiscono sul sito l’assistenza?
  • in quanto tempo?
  • hanno i server sotto monitor?
  • hanno clausole “soddisfatti o rimborsati”?
  • sul sito sono presenti tutti i dati aziendali?
  • sul sito è facilmente reperibile il contratto?

Grazie a questo ho iniziato la scrematura dei possibili fornitori.

Iniziamo adesso a scegliere la “cravatta”, il servizio che più si confà con le nostre esigenze.

Quanti Mb ho bisogno tra sito web, email, database?
Quante email? Ho bisogno di ANTISPAM e ANTIVIRUS? Webmail? IMAP o solo pop3?

Quanti Mb ho bisogno tra sito web, email, database?
Quante email? Ho bisogno di ANTISPAM e ANTIVIRUS? Webmail? IMAP o solo pop3?.......

Le voci più importanti per la scelta dell’histing, a parte la quantità di spazio web, sono

  1. quante email disponibili
  2. quota per le email
  3. imap
  4. smtp
  5. webmail
  6. antispam e antivirus
  7. Boxtrapper
  8. sottodomini / account ftp
  9. sistema operativo (importante in base al linguaggio utilizzato per creare il sito)
  10. backup
  11. pannello di controllo

Di seguito andiamo a spiegare cosa sono queste voci

Il pannello di controllo di controllo è uno strumento essenziale per la gestione di un account.

Grazie ad esso potrò gestire in piena autonomia la creazione di email, gestione reindirizzamenti email, creazione di autoresponder, gestione dello spa, boxtrapper, controllo statistiche, gestione dei log, gestione del file manager, creazione di sottodomini e account ftp, gestione dei database, phpmyadmin, blocco di IP indesiderati, controllo configurazione php e perl, gestione pagine di errore, e moltro altro.

Senza di esso dovrei ogni volta contattare il fornitore per fare anche cose banali come la creazione di una email.Gestione totale dell’account

Backup: per backup si possono intendere varie possibilità

Backup lato server eseguito giornalmente/settimanalmente automaticamente dalla società di hosting, la quale si preoccupa di salvare tutti i dati su Hd separato dall’hd principale in raid.
Backup / immagine del server
Backup lato client tramite pannello di controllo. Il pannello di controllo mette a disposizione la possibilità di salvare in un ftp o sul proprio pc l’account completo (email, ftp, mysql)

Sistema operativo: quale linguaggio/database utilizzo per fare il sito web?
ASP: dovrò indirizzarmi verso server con sistema operativo Windows
ASP e PHP e MySql: dovrò indirizzarmi verso server con sistema operativo Windows
Php e MySql: dovrò indirizzarmi verso server con sistema operativo linux
semplice html: indifferente la scelta del sistema operativo.

sottodomini: opzione molto importante. I sottodomini soono gli indirizzi del tipo pippo.pippo.com e www.pippo.pippo.com, cioè indirizzi di terzo e quarto livello.
Sono molto utili per strutturare nel miglior modo possibile sezioni di un sito web, esempio:
blog.serverweb.net

Account ftp: grazie a questa opzione posso creare account ftp separati dal principale per dar modo a terze parti di poter lavorare in determinate cartelle che non siano la root
esempio: creo la directory forum. In essa voglio che ci lavori il Sig. Rossi. Creo un accountf tp per la cartella forum con login e password diverse dall’accesso principale.

AntiVirus: bloccare i virus nona ppena contattano il server

BoXtrapper: questa è una funzione poco conosciuta ma interessantissima e personalizzabile al 100%
La mia casella, pur avendo impostato molti filtri antispam, riceve ancora molto spam.
Attivo il Boxtrapper per limitare al 100% lo spam. Perchè questa funzione limita lo spam al 100%? perchè questa gran funzione invierà un autoresponder al mittente per controllare se è un robot o una reale persona.
Facciamo un esempio per semplicare la conprensione:
Rossi invia una email per la prima volta. Automaticamente il sistema risponderà con un messaggio personalizzabile del tipo: se vuoi contattarmi, rispondi a questa email senza modificare il soggetto. Non appena avrai risposto, io riceverò la tua email.
Rossi risponde alla email e da quel momento, lo stesso Rossi, sarà abilitato ad inviarmi tutte le email che vorrà senza dover, giustamente, ogni volta rispondere all’autoresponder.
Se Rossi non risponde, Rossi non potrà mai contattare la casella di posta col boxtrapper attivo.
Il Boxtrapper è personalizzabile grazie ad una white list. La White List si aggiorna automaticamente con nuovi indirizzi mittenti ogni volta che si invia una email ( i miei destinatari diventa mittenti white)

AntiSpam: qui la spiegazione diventa complicata.
Per Antispam sappiamo tutti cosa vogliamo intendere. Sui server si possono installare Antispam tipo SpamAssasin gestibile in autonomia dal cliente oppure installare vari antispam
Politica serverweb:
Lato server installiamo spamassasin non gestibile direttamente a livello di regole dal cliente.
Se una email ha un coefficiente di spam non superiore a 7, la email passa senza problemi;
se il coefficiente è superiore a 7 ma inferiore a 18, la email passa ma con la dicitura: Possibile spam
se il coefficiente è superiore a 18, la email viene cancellata e non consegnata.
A Spamassasin abbiniamo altri antispam che lavorano su:
-ip spammer
-indirizzi spammer
-reti spammer
Questo antispam cancella le email non appena arrivano sul server

Per finire utilizziamo i filtri RBL.
In questo caso il server controlla se l’ip e/o mittente è memorizzato in qualche database spammer
(sbl.spamhaus.org -xbl.spamhaus.org -pbl.spamhaus.org -bl.spamcop.net -dnsbl.njabl.org - cbl.abuseat.org). In questo caso, a differenza di tantissimi hoster, non blocchiamo le email ma le facciamo passare di modo che l’utente potrà in autonomia decidere il da farsi.
Perchè abbiamo deciso di far passare queste email? Perchè, purtroppo, spesso, alcuni ISP italiani vengono inseriti in questi database causando impossibilità da parte degli stessi utenti italiani di ricevere le email.
Esempio: telecom, fastweb potrebbero venir inseriti nel RBL di spamcop. Se sui server si utilizzano gli RBL senza nessuna regola, moltissimi non riceverebbero le email da telecom e fastweb.
Serverweb ha creato una regola per la quale le email passano però con la dicitura: POSSIBILE SPAM.

Il cliente in autonomia potrà decidere cosa fare di queste email. Il cliente può entrare nel pannello CPANEL e creare delle regole filtri con le seguenti indicazioni (esempi):
-se la email contiene POSSSIBILE SPAM, recapitala alla casella x@nomedominio
-se la email contiene POSSIBILE SPAM, cancella la email
-se la email contiene POSSIBILE SPAM da bl.spamcop.net, recapitala senza problem

SPIEGAZIONE ANALITICA

WEBMAIL: lettura della posta da ogni postazione internet mondiale

IMAP: molto utile quando si deve leggere la posta da diverse postazioni. Con Imap le email non vengono scaricate sui pc, come accade col pop3. Le email rimangono sul server e sono leggibili sia in imap sia col webmail.
Alcuni affermano che anche col pop3 si ha più o meno la solita funzione aggiunegndo la regola “lascia copia sul server” nel client di posta. Non è proprio così. Con la funzione “lascia copia sul server” succede che tutto ciò che ho scaricato rimane in copia sul server andando assolutamente ad accumularsi e per esperienza abbiamo notato che chi usa questa funzione, non ben impostata, riempie lo spazio creandosi dei problemi di ricezione futura.
Col pop3 in “lascia una copia sul server” c’è da fare molta attenzione a quando si aggiunge la configurazione di un account su altri pc. Se per caso, non ricordo di inserire tale dicitura su un pc, creerò un bel caos, visto che quel pc scaricherà tutto dal server!
SMTP: utilissimo soprattutto per chi viaggia o vuole massima indipendenza dagli ISP di connessione. SMTP è il server di posta in uscita.

Quota Email: si consiglia sempre di limitare le quote email. Anche se lo spazio web totale è 3000Mb (3Gb circa), non lasciamo mai la quota email: illimitata.
La miglior cosa è dare una quota del tipo: 50Mb, 100Mb al massimo. Nel momento in cui servono ulteriori mega di spazio, andrò ad aumentarla dal pannello di controllo.

Un pò di advertising:)

PS: avete un sito web su un server CPANEL? Perfetto! Pensiamo noi ad importarlo pari pari in pochi minuti dall’attuale server cpanel e il tuo/vostro cliente non si accorgerà di nulla ma tu/voi, avrete il sedere parato se un server si spegne visto che ogni sito è presente su 2 server.
L’importazione automatica cpanel pensa a: copiare email, password, dati, mysql, statistiche, personalizzazioni spam.
Sei ancora lì a pensarci?

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Il Labirinto: scegliere l’hosting

October 21st, 2008

La scelta di una società come referente, partner, fornitore, venditore di spazio web, servizi di hosting, servizio email, consulenza, è un vero e proprio CAOS, quasi come scegliere la giusta cravatta per l’ abito da cerimonia.

Come la “cravatta”, l’hosting deve essere perfettamente in linea con le esigenze dell’ abito, colori , modo di vestire, colore degli occhi.

Sinceramente, scegliere una cravatta, nel momento in cui ho già deciso in quale negozio entrare, è molto semplice: prendo la camicia, l’abito e inizio le prove di abbinamento.

In queste due righe abbiamo detto le regole basi per scegliere il servizio da acquistare

Scelgo l’azienda:

questo punto, come la scelta del negozio, è il momento in cui perdiamo la maggior parte del nostro tempo.
Abbiamo davanti a noi 20 negozi di cravatte, 20 siti web di società di hosting. Quale scegliere?

Scelgo il nome più bello, scelgo la vetrina più lineare o più accattivante? scelgo in base ai colori delle pareti del negozio? scelgo in base alla bellezza della ragazza che è al bancone? scelgo in base al nome conosciuto in città? scelgo in base al prezzo

Cerchiamo di arrivare nella strada dei negozi già con alcune idee chiare (esempi un pò forti, sperando siano comprensibili)

1) cosa voglio dal mio fornitore?

  • assistenza continua o no?
  • assistenza veloce o no? (l’orlo dei pantaloni me li fà dopo 5 giorni o 1 giorno?)
  • assistenza e consigli sul mio futuro business o no? (negoziante attento alle esigenze del cliente)
  • garanzie scritte o aleatorie? (etichetta sui prodotti con le indicazioni ad hoc)
  • garanzia di solidità futura o no? (dopo 1 anno il negozio sarà chiuso?)
  • uno che pensa solo ai numeri e non ai clienti intesi come persone? (fornitore industriale o con anima artigianale?)

2) il mio fornitore deve essere

  • bello all’apparenza e basta? (gran vetrina ma nel negozio poca sostanza)
  • pieno di se , pieno di paroloni ma poca sostanza o tanta sostanza e poche parole? (noi qui, noi là, ma a conti fatti…)

3) il mio sito è

  • amatoriale o deve avere una certa stabilità? (la cravatta è usa e getta?)
  • amatoriale o pronto al successo? (la cravatta la posso abbinare al mio vestito da lavoro?)
  • amatoriale o in esso vedo il mio futuro? (la cravatta è talmente perfetta che andrò con essa dal prossimo cliente?)

4) la struttura su cui devo posizionarlo deve

  • essere ben chiara sul sito o mi affido a qualche immagine? (la cravatta di cosa è fatta?)
  • deve essere garantita da alta disponibilità oppure no? (se dopo poco tempo si sfibra??)
  • mi basta sapere che è su un server con 2,3,4,5 hard disk o è meglio conoscere cosa succede se…
  • la struttura è costosa o economica? (made in china o in Italia?) *

*(precisazione)
- che tipo di server utilizzano?
- i siti web vengono inseriti su server in cluster oppure su unico server?
- se si rompe un server il down di quanto tempo sarà?
- se si rompe uno o due hard disk?
- se parte il Sistema operativo?
- i backup sono salvati internamente e/o esternamente?
- se salta lo switch cosa succede?
- se salta una scheda di rete?
- se salta una cpu?

Etc…

FACCIAMO QUESTE DOMANDE all’azienda a cui voglio affidare il mio BUSINESS! i miei siti web, quei siti che mi danno da mangiare!, e poi decidiamo.
Il nostro slogan parla di “CAMBIA STILE DI VITA…”.

Ragioniamo su questo.

E’ vero che trasferire un dominio è sempre una “rottura di scatole” ma a quali problematiche posso andare incontro se non lo trasferisco?

Devo sempre pregare nel signore sperando che quell’unico server o quell’unica linea o quell’unico UPS o quell’unico firewall o quell’unico RAID non si rompa?

Lasciamo da parte la qualità del supporto che normalmente è sempre attivo nelle aziende di successo, ma lato struttura come è la situazione?
Dove è ospitato il sito, vi è una ridondanza della rete internet? Della rete elettrica? Dello switch? Degli HARD DISK, del server stesso? SI o NO? Questo è ciò che vi dovete chiedere.

Andiamo avanti e torniamo alla scelta.

Adesso che ho capito quali sono le mie esigenze a livello di aziende fornitrice, inizio a visitare i siti e cerco di andarmi a leggere con attenzione

  • chi siamo (se qualsiasi cosa non è ben chiara contattare l’azienda)
  • iniziare a fare delle tabelle, utili per fare paragoni tra i fornitori (se può interessare seguire il link)
  • cercare in rete qualche informazione sulla società
  • fare ricerche su quanti domini ospitano (risposte non obbligatorie in base al tipo di clientela)
  • farsi dare qualche nome cliente (risposta non obbligatoria vista la privacy)
  • controllare il capitale sociale e cercare su infocamere se l’azienda esiste
  • chiamare al telefono per accertarsi del supporto
  • contattarli e attendere la risposta
  • garantiscono sul sito l’assistenza?
  • in quanto tempo?
  • hanno i server sotto monitor?
  • hanno clausole “soddisfatti o rimborsati”?
  • sul sito sono presenti tutti i dati aziendali?
  • sul sito è facilmente reperibile il contratto?

Grazie a questo ho iniziato la scrematura dei possibili fornitori.

Iniziamo adesso a scegliere la “cravatta”, il servizio che più si confà con le nostre esigenze.

Quanti Mb ho bisogno tra sito web, email, database?
Quante email? Ho bisogno di ANTISPAM e ANTIVIRUS? Webmail? IMAP o solo pop3?

In fase di scelta per gli “optional” su indicati…………..ne parliamo in aun altro post.

Grazie per l’attenzione

Un pò di advertising:)

PS: avete un sito web su un server CPANEL? Perfetto! Pensiamo noi ad importarlo pari pari in pochi minuti dall’attuale server cpanel e il tuo/vostro cliente non si accorgerà di nulla ma tu/voi, avrete il sedere parato se un server si spegne visto che ogni sito è presente su 2 server.
L’importazione automatica cpanel pensa a: copiare email, password, dati, mysql, statistiche, personalizzazioni spam.
Sei ancora lì a pensarci?

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La Virtual Machine è simile ad un server dedicato?

October 20th, 2008

Piccolo articolo riassuntivo su possibili differenze
Cerchiamo di scrivere con semplici parole.

Cosa è un server dedicato?
Un server dedicato è un computer più o meno potente, collegato a internet tramite una o più schede di rete, configurato per lavorare da server su cui inserirò uno o più servizi web:)
Oggi decido di essere indipendente e non far alloggiare il mio sito web in uno spazio web condiviso, perciò noleggio o acquisto un server dedicato.
In questo modo avrò risorse hardware tutte per me, e la linea dedicata a quel server sarà tutta per me.
BENISSIMO! a questo punto nascono alcune domande:

  • come gestisco il server?
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
  • quanti dischi inserisco in questo server?
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
  • se il sito un domani non funziona (non crea money), cosa faccio con questo server?
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os?
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
  • se si rompe il primo switch che faccio?
  • mi serve un firewall?

Bene! alcune domande sono state elencate, e, a questo punto, sono un pò nel panico perchè ho troppe domande a cui dare una risposta. Proviamo a rispondere. Le risposte saranno così impostate

1) server di proprietà

2) server a noleggio presso azienda specializzata come potrebbe essere ThePlanet o Liquidweb o altra società
Non indichiamo la nostra perchè l’articolo non deve essere di assoluta autopromozione.

  • come gestisco il server?
    1. il server posso gestirlo in autonomia se ho esperienza sistemistica o mi avvalgo di supporto esterno
    2. idem come sopra
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
    1. si. Acquisto il server, vado al DC e installo l’OS
    2. no. Lo faccio installare da ThePlanet o gestore
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
    1. collego il server ad un Kvm(costoso) oppure acquisto un bel server DELL con DRAC cioè accesso remoto per la gestione del server (reboot, spegni, accendi, controllo hardware)
    2. chiedo a loro di riavviarlo e rimango in attesa
  • quanti dischi inserisco in questo server?
    1. minimo 3. 2 in Raid 1 e 1 di backup
    2. idem come sopra, oppure 2 in raid 1 + backup esterno
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
    1. se pago avrò il backup della rete e della linea. Più costoso
    2. pensano loro in base a quanto ho chiesto in fase di attivazione e in base alle garanzie offerte
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
    1. ho il terzo disco e per sicurezza acquisto un secondo server o un servizio di backup fornito dal DC oppure un FTP esterno dove inserirei i backup.
    2. acquisto il loro servizio di backup
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
    1. certamente. Servirà 1 server utilizzabile per i ricambi oppure da sostituire al primo server, a meno che abbia creato una struttura in cluster.
    2. loro intervengono per cambiare i pezzi
  • se il sito un domani non funziona, cosa faccio con questo server?
    1. mi tengo il server e lo rivendo (esborso iniziale abbastanza alto)
    2. me ne frego e disdico il contratto mensile
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
    1. compro hardware, vado al DC e installo
    2. chiedo a loro
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os?
    1. tranne il reboot, devo fare tutto da solo
    2. pensano a tutto loro tranne le basi di gestione sistemistica
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
    1. sicuramente.
    2. no. Pensano loro
  • se si rompe il primo switch che faccio?
    1. devo avere un secondo switch
    2. pensano loro
  • mi serve un firewall?
    1. normalmente si. Dietro allo switch metto il firewall
    2. servizio di base è incluso, nel caso devo aggiungere una quota alla mensilità

Di seguito le solite domande ma rispondiamo per una Virtual machine

  • come gestisco il server?
    1. posso pagare chi mi dà il servizio VM oppure faccio da solo oppure mi rivolgo all’esterno
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
    1. assolutamente no. Pensa a tutto la società che affitta la VM
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
    1. entro nella console e riavvio la macchina. Se ho paura di fare da solo chiamo l’azienda e ci pensano loro. Non tutte le Vm hanno console reboot. Non confondiamo shell o accesso remoto con console reboot
  • quanti dischi inserisco in questo server?
    1. non mi interessa molto il discorso quantità dischi in quanto dovrà essere l’azienda che si occupa di fornire una Vm in Raid. A me deve interessare solo la quota spazio disco da affittare. Ovviamente prelidigerò una Vm su struttura in cluster e in Raid (minimo) 5
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
    1. Devono fornirla loro se offerta. Il Dc ha sempre una linea di backup. Meglio se presente anche sul rack
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
    1. no. Acquisto un backup dall’azienda o li invio su spazio ftp esterno.
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
    1. No. L’azienda deve avere mettermi in condizioni di utilizzare una Vm in cluster
  • se il sito un domani non funziona, cosa faccio con questo server?
    1. disdico il servizio
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
    1. Chiamo l’azienda e faccio aumentare l’hardware virtuale
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os del server madre su cui è installata la Vm?
    1. non è un mio problema. E’ tutto a carico dell’azienda
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
    1. Non è un mio problema
  • se si rompe il primo switch che faccio?
    1. Non è un mio problema
  • mi serve un firewall?
    1. normalmente una policy di firewall è presente in ogni azienda, però posso accordarmi per vedere come gestire il firewall. Normalmente mi installo il firewall sulla Vm

Lette le risposte capiamo da subito che la VM non è paragonabile a livello di problematiche ad un server dedicato di proprietà. E’ più similare ad un server a noleggio.

A questo punto arriviamo al dunque rispondendo alla domanda dell’oggetto:
La Virtual Machine è simile ad un server dedicato?

SI! mettendo da parte la non reale virtualizzazione di VIRTUOZZO, la virtualizzazione, come la propone VMWARE, è realmente paragonabile all’affitto mensile di un server dedicato.

Con Vmware avremo una virtualizzazione delle risorse hardware come se noleggiassimo un reale server dedicato.

Al momento dell’acquisto scegliamo la REALE CPU, le reali RAM, una reale QUOTA disco, un REALE OS da installare.

Come è capibile dall’immagine, il nostro sistema operativo, cosa importantissima, è assolutamente indipendente, a differenza di una “virtualizzazione” alla Virtuozzo.

Il nostro OS è gestibile al 100% e non è legato ad un OS di base a livello di update, crash,release.

E’ vero che se alla base c’è chi fà overselling e il sistema si inceppa, si inceppa anche la mia Vm, ma qui si parla di problematiche legate alla serietà dell’azienda e non di problemi legati alla virtualizzazione.
Se l’azienda vende 256 ram, le 256 sono reali. Il problema è se su 16GB di ram ne vengono vendute 16 e son tutte a utilizzo estremo. In questo caso posso aver dei problemi legati alle risorse del server Madre

Alla fine della favola, è meglio scegliere una VM o un server dedicato?

Alla domanda è possibile rispondere solo in base a:
a) budget
b) affidabilità dell’azienda

Sicuramente le cose che possono invogliarmi all’acquisto di una Vmachine piuttosto che un server dedicato, sono:

  • Vmotion
  • consolidate backup
  • clusterizzazione
  • DRS (gestione risorse)
  • velocità di approvvigionamento
  • investimento
  • una console gestione reboot (una sorta di drac o kvm)

Carino

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