Sarà assurdo ma è giusto mettere in evidenza i limiti di assistenza che i tecnici informatici possono avere, se pur molto capaci;
tecnici capaci che a volte vengono denigrati perchè il Sig. Rossi non riesce a ricevere o a inviare la posta, non riesce a vedere il sito o ad entrare in una sezione di un pannello protetta da SSL.
Prendiamo ora il caso del Sig. Rossi il quale segnala che non riesce ad inviare una email da smtp, non riesce a entrare nel webmail sia con le ssl, sia senza
Quando il tecnico riceve la richiesta come si comporta?
Il tecnico entra sul server sapendo da subito di eseguire i seguenti controlli:
1) accertarsi che l’smtp funziona
2) vedere se il cliente ha tentato, come dice, di inviare la mail usando l’smtp autenticato
3) vedere se vi sono errori di login e psw
4) vedere se l’ip di connessione del Sig. Rossi sia bannato
5) vedere se la email del destinatario sia in qualche spam list pertanto il server non accetta l’invio
6) vedere se il cliente comunica realmente con l’smtp oppure no
7) controllare se la porta 25 e in alcuni casi (soprattutto da wi-fi USA) la 587 è funzionante
8) controllare anche il funzionamento del webmail ovviamente
Grazie all’utilizzo dei logs, Il tecnico riesce a capire tutto, o quasi:) e alcuni punti su indicati eliminano l’esistenza di altri punti.
Il Cliente Rossi continua a non inviare la posta ma solo a riceverla
Il cliente (IP di connessione visualizzato dai log pop3) non è bannato, l’ip non è in spam list, le porte funzionano tutte alla perfezione.
Unica certezza è che il cliente non contatta il server durante l’invio (questo è un esempio)
Al cliente si spiega il problema, si conferma tramite prove reali che il server è funzionante (immagini, log, prove dal suo webmail, prove dal suo smtp configurato con email di prova…)
NULLA!! IL TECNICO e l’Azienda si sentono ancora dar dell’incapace e sente la fatidica parola: disservizio!
Io ho pagato e devo avere il servizio funzionante. GIUSTO!
Sicuramente è giustissimo ma se non arriva sul server non a causa delnostro server cosa possiamo fare?
E’ vero che chi vende la macchina deve persino insegnare a guidare, a metter benzina, i limiti i velocità, le buone maniere per strada, i cartelli stradali, lavare la macchina, allacciarsi la cintura, però che si può fà?
Siamo all’impotenza totale, non penso incapacità visto che ciò che il tecnico poteva fare è stato fatto.
DIGRESSIONE “ciò che è riportato sopra è un esempio. Una generalizzazione all’esasperazione. Abbiamo riportato l’esempio dell’smtp perchè, soprattutto su forum Statunitensi, si legge di questo problema. In Italia fortunatamente questo problema è limitatissimo, quasi inesistente“
Continuiamo con l’esempio…
A questo punto cosa deve fare un frustrato tecnico?
Si documenta, per sicurezza, di aver fatto il proprio lavoro e nota che alcuni ISP stranieri o italiani (al momento solo 1, minimo da 2 anni) da qualche tempo hanno limitato l’uso di smtp esterni.
Chi è in “”mala fede”" (tra molte virgolette)?
Il fornitre di hosting/mail che indica sul sito che offre anche l’smtp oppure l’isp che per proprie giuste politiche, blocca l’utilizzo di smtp esterni? Tutti e due? Nessuno dei due?
Forse è solo un modus operandi finalizzato a fare il proprio lavoro nel migliore dei modi?
Ma questi ISP che limitano l’smtp, nel momento in cui si richiede una loro connessione, informano il cliente come settare l’smtp?
Riepilogo del percorso dell’smtp negli ultimi anni:
Una volta pochissime società di hosting fornivano l’smtp e i clienti erano abituati a inserire come smtp l’indirizzo del provider di connessione utilizzato in quel dato momento; ogni giorno cambiavo 10 connessione e obbligatoriamente dovevano cambiare l’smtp.
Da qualche tempo finalmente tutto è cambiato.
Finalmente la maggior parte dei fornitori di servizi email forniscono il proprio SMTP, di modo che i clienti stessi non devono ogni volta cambiare l’smtp, ma se adesso, soprattutto oltre oceano, i Provider di connessione nuovamente vogliono il proprio SMTP nella conf. email, impedendo l’utilizzo di altrui smtp, cosa succederà?
Forse è un “ritorno al passato”?
Succederà che gli impotenti fornitori di hosting vengono accusati di disservizio e dovranno iniziare “lunghi litigi” con i propri clienti aiutandoli a capire ciò che dovrebbero fare questi cari provider di
connessione.
In pratica si torna ai tempi delle connessioni 33K dove il povero cliente dovrà cambiare in continuazione l’smtp?
Poveri clienti che girano il mondo con wi-fi a go-go.
Presso ogni aereoporto, ogni stazione di servizio, ogni Hotel, dovranno mettersi l’anima in pace e perdere 2 minuti a riconfigurare l’smtp, a meno che, finalmente una buona notizia, si utilizzi il mitico WEBMAIL.
Ai posteri l’ardua sentenza
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