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Recensione hostingtalk a nostra Virtual Machine VMware

March 16th, 2009

Ringraziamo Sefano Bellasio e lo Staff di HostingTalk per la recensione di una ns soluzione Virtual Machine.

FONTE: Link Recensione di Stefano Bellasio HostingTalk.it

TITOLO: ServerWeb.net VPS-BIZ VMware: cluster e implementazione al 100% di VMware

Serverweb.net ha fatto dello shared hosting e delle virtual machines i propri prodotti di punta, l’azienda, di proprietà di Eos Net SRL, giunge infatti sul mercato con una forte specializzazione nel comparto della virtualizzazione e un orientamento, fino dalla fondazione del brand, all’utilizzo e all’offerta di servizi in ambiente virtuale, accompagnati dall’infrastruttura di VMware.

La soluzione provata da HostingTalk.it si basa sulla configurazione middle-level proposta da Serverweb.net, una vps VMware equipaggiata con 512MB di ram, 20 GB di spazio disco, 100GB di traffico mensile incluso e il 25% di potenza della CPU utilizzabile, per un canone mensile di 75 Euro più iva. Serverweb.net fornisce di default in ogni offerta 4 tipologie di supporto: via email, ticket, telefono e fax, con monitoring delle configurazioni in automatico ogni minuto e umano ogni cinque minuti. Scelta che permette all’azienda di garantire anche un uptime di linea del 99.7%.

In ultimo da ricordare che le soluzioni virtuali vengono erogate con contratto mensile e fornire di default con distribuzione CentOS, e possibilità di scelta tra Suse, Fedora, Debian, Ubuntu o Windows con richiesta diretta in fase di ordine del pacchetto. La nostra soluzione rientra in quelle standard fornite di base dalla compagnia, tuttavia da sottolineare come Serverweb.net accetti anche la creazione di Vms all’interno della propria infrastruttura con i parametri richiesti direttamente dal cliente.

Hardware, piattaforma di virtualizzazione e ridondanza

L’aspetto più distintivo della soluzione di Serverweb.net è sicuramente nella soluzione hardware e software scelte dalla compagnia per l’erogazione di un ambiente virtuale capace di servire anche applicazioni e utilizzi mission critical. L’azienda ha deciso di basare tutti i propri servizi sull’attuale soluzione più elevata offerta da VMware, VMware ESX è infatti alla base sia delle soluzioni shared sia delle soluzioni virtuali dell’azienda, e viene utilizzato in un cluster di più macchine, con lo sfruttamento di una serie di strumenti forniti da VMware per l’implementazione dell’HA (High Availability).

Partendo dall’inizio, la società utilizza il data center di KPNQwest, a Milano, dove ha un proprio spazio e da cui eroga la maggior parte dei servizi. La serverfarm dispone di un collegamento diretto con il MIX di Milano, per garantire tempi di accesso alla rete ridotti rispetto ad altre soluzioni e la compagnia ha deciso di ridondare con doppia linea di rete e doppia linea di alimentazione tutti i propri racks.

Sul fronte hardware, la compagnia utilizza solamente server di proprietà DELL, organizzati come detto in cluster e accompagnati da uno storage ridondato creato con una soluzione Dell SAN Storage MD3000i, una delle proposte di fascia alta dell’azienda che vengono solitamente utilizzate in ambienti di virtualizzazione in cui è necessario un accesso veloce ai dischi e la possibilità di ridondare anche lo storage. Ci ha tuttavia stupiti positivamente l’implementazione del software VMware, una soluzione in cluster che non è comune in Italia e che fa uso di tutte le moderne soluzioni software create da VMware.

L’infrastruttura di Serverweb fa infatti uso di Vmotion e DRS, due dei sistemi portanti dell’hypervisor ESX utilizzati per garantire continuità di funzionamento delle VPS in ambienti cluster.

Come funzionano? All’interno del cluster di macchine di Serverweb.net, la compagnia ha utilizzato a monte dei server dedicati a vCenter, il pannello di controllo di ESX, e ha implementato Vmotion all’interno del cluster di server che ospitano le macchine virtuali, in tal modo, qualora uno degli N nodi del cluster (un singolo server DELL) vada offline per motivi software o hardware, la Vmotion consente alla VPS di migrare su un altro nodo “a caldo”, senza che il servizio venga interrotto, ricordando che lo storage dei dati avviene fisicamente sulle SAN, anche queste ridondante.

In realtà Vmotion rientra nella soluzione HA di VMware, ancora più interessante è la scelta di utilizzare DRS, Distributed Resource Scheduler, il sistema viene utilizzato quasi esclusivamente in ambiente cluster ed è consigliato da VMware in fase di attivazione delle macchine: il suo utilizzo permette alle macchine virtuali di migrare nel cluster nel caso in cui il server in cui si trovano non riesca a fornire sufficienti risorse, perchè sovraccarico, la macchina migra sul server più scarico automaticamente, in modo da garantire le risorse acquistate dal cliente per la propria virtual machine. Infine, Serverweb.net, ha deciso di utilizzare la soluzione di consolidated backup per quanto riguarda la protezione dei dati, si tratta del backup completo della virtual machine eseguito direttamente all’interno di ESX, senza software esterno e non certificato da VMware.

Come detto, la scelta di utilizzare il top di gamma attualmente disponibile in casa VMware colloca Serverweb.net ad uno dei gradini più alti nella fornitura di servizi virtuali a livello italiano, siamo soliti infatti vedere provider che utilizzano VMware ESX in semplici server, senza prestare attenzione a features essenziali per garantire continuità del servizio.

Software a corredo, distribuzioni e sicurezza

La VPS di Serverweb.net viene fornita di base con una distribuzione Linux Centos con installati i servizi basilari per la gestione di un server web, con Apache 2 e MySQL installati direttamente dalla distribuzione. Lo staff di Serverweb.net al momento della consegna imposta anche alcune semplici regole di firewalling verso la rete esterna, ma non effettua in alcun modo blocco di alcune porte o il filtraggio del traffico in uscita sulla rete esterna.

Le distribuzioni installabili sono le più svariate, la compagnia riporta Suse, Ubuntu o Windows, ma lo staff ha risposto senza problemi alla nostra richiesta di installare una versione di Debian 4 Etch minimale, rendendola disponibile dopo poche ore dalla richiesta. A richiesta è possibile, con un canone aggiuntivo, richiedere l’utilizzo di Windows Server come sistema operativo della propria VPS. Di base inoltre la compagnia non fornisce alcun pannello di controllo, è disponibile tuttavia la possibilità di averlo direttamente installato dallo staff su richiesta del cliente, con la possibilità di scegliere tra Plesk e cPanel.

Sul fronte della sicurezza, la compagnia come detto non applica alcun filtraggio delle connessioni e delle porte utilizzate, è ad ogni modo è presente un firewall hardware a monte della rete che viene direttamente utilizzato dalla compagnia per la protezione della stessa.

Uptime

Da contratto Serverweb.net fornisce uno SLA di servizio del 99,7%, un valore abbastanza alto che Serverweb.net riesce tuttavia a garantire con qualche punto in più.

Abbiamo monitorato il servizio di Serverweb per ben 5 mesi, da Ottobre 2008 a Marzo 2009, ottenendo un Uptime complessivo del 99.86%, che passa però al 99,99% (quasi 100%) se andiamo a togliere il riavvio della virtual machine e l’aggiornamento di ESX eseguito dalla compagnia il primo mese oltre al downtime relativo alla reinstallazione del sistema operativo che ha causato un riavvio forzato della stessa. Il controllo è avvenuto costantemente, ogni minuto, con l’utilizzo del servizio di Pingdom.com, da cui la VM di Serverweb è stata controllata ogni volta da 8 differenti data center nel mondo.

La rete a cui si appoggia il servizio è ottima, abbiamo registrato un tempo medio di risposta di 102 ms (come visibile in figura), valore più che ottimale considerando che tutti i punti di monitoring sono esteri, principalmente in territorio USA, Europa e Asia. Per quanto riguarda il ping, dai nostri server, nel data center milanese di Seeweb, il ping di risposta da noi registrato è di 2,25 ms di media, mentre abbiamo registrato un valore di ping di media di 53 ms con una comune connessione ADSL Telecom Italia Wholesale.
Assistenza

Il servizio di assistenza di Serverweb.net offre una soluzione a 360°, il servizio associato alle soluzioni virtuali prevede assistenza telefonica, via ticket, chat e infine fax.

Abbiamo utilizzato l’assistenza solo in una occasione oltre alla richiesta di reinstall della macchina virtuale, contattandola via email, e ricevendo risposta nell’arco di circa 30 minuti. Le condizioni di assistenza sono ben specificate nelle condizioni del provider, sono garantite risposte in 10/20 minuti in orario di ufficio e in massimo 30/50 minuti fino alle 22.30. Ovviamente durante il weekend viene fornita assistenza con attesa di 2/3 ore.

Troviamo migliorabile la gestione della macchina sul fronte assistenza, i riavvii della stessa possono essere richiesti via email e vengono eseguiti in pochi minuti, tuttavia sarebbe utile rendere disponibile un pannello esterno o l’accesso diretto a quello di VMware ESX per la gestione della propria macchina, una feature che renderebbe sicuramente minore il carico sull’assistenza. Serverweb.net, interpellata in merito, ha risposto che per questioni di sicurezza allo stato attuale non viene fornito accesso al pannello di VMware, direttamente in collegamento con le macchine che ospitano i vCenter.
Connettività

Come detto, il servizio viene erogato dal data center di KPNQwest di Milano, la compagnia ha una doppia linea di alimentazione ma anche una doppia linea di rete, per cui i guasti legati alla connettività dovrebbero di fatto essere i meno probabili nell’infrastruttura. Il collegamento con MIX e con i principali carriers fa si che l’offerta, dal punto di vista della connettività, sia ottima e non abbiamo riscontrato alcun problema su questo aspetto nelle nostre prove.

Sul sito dell’azienda non viene specificato l’apertura di banda fornita con la banda, ma solamente il traffico mensile realizzabile (pari a 100GB nel nostro caso). Abbiamo provato il download di più distribuzioni ISO da circa 4GB ciascuna, con diverse locations, e abbiamo ottenuto un valore di download che variava tra i 1.15 e i 2 Mbit/s, un picco di quasi 3 Mbit/s raggiunto solamente una volta, con il download direttamente dal nostro server interno. Si tratta ovviamente di una quantità di banda più che sufficiente, e superiore, se utilizzata 24/24 a quella dichiarata da contratto, ad 1 Mbit/s costante arriveremmo a totalizzare infatti oltre 300GB mensili di traffico dati.
I/O Test

Giungiamo ai test relativi all’input/output e alla risposta del sistema. Sulla virtual machine abbiamo eseguito complessivamente tre test, il primo è Iozone, utilizzando per vedere il comportamento del sistema all’esecuzione di operazioni di scrittura, lettura, riscrittura ecc. sul disco e dei test inerenti la parte disco del sistema. Prima di passare all’analisi dei dati, non siamo rimasti stupiti dai tempi di risposta davvero bassi del sistema, si tratta di un comportamento del tutto normale con l’adozione di una soluzione di storage su SAN e un ambiente di virtualizzazione VMware, indubbiamente uno dei vantaggi nella scelta di una infrastruttura adatta alla virtualizzazione.
Il benchmark dispone di una grande varietà di opzioni e configurazioni possibili, abbiamo deciso di utilizzare Iozone con i suoi comandi di default, e impostando quindi una gestione automatica delle misurazioni, dell’utilizzo della CPU e della cache.

Di seguito alcuni dei test eseguiti con Iozone, e relativa descrizione del test:

Write Performance:
Questo test consente di misurare le perfomance del sistema nella scriturra di un nuovo file. Bisogna considerare come non vi sia solamente l’indicazione delle risorse utilizzate per la scrittura del file ma anche per l’individuazione della directory, l’allocazione dello spazio e altri passaggi intermedi che creano un certo overhead visibile nei dati all’inizio della scriturra.

1

Read performance

Si tratta di un semplice benchmark per misurare le performance nella lettura di un file esistente.

2

Fwrite performance

Misura le performance di scrittura di un file attraverso la funzione di libreria Fwrite. Solitamente si ottengono maggiori performance per file di dimensione piccola.

3

Fread performance

Questa operazione misura le perfomance nella lettura di un file tramite Fread.

4

I test sui dischi condotti con Seeker e Hdparm hanno rivelato rispettivamente dei valori compresi, per Seeker, tra gli 8.17 ms di risposta e gli 8.29 ms, su un campione di cinque test. Per Hdparm il valore varia tra i 90 e i 102 MB/s in scrittura, su un campione di 3 test.

Si tratta, come detto, di ottimi valori nel caso dei tempi di accesso, leggermente inferiori alla norma nel caso dell’uso di Hdparm che dovrebbe restituire valori più alti nel caso di una simile soluzione. Il valore ottenuto nel test è di 85.7 come mostra la figura:

5

In ultimo abbiamo eseguito UnixBench, si tratta di un test molto utilizzato e con il quale potete confrontare i risultati sul thread dedicato di WHT, dove sono presenti i valori ottenuti con i principali servizi di VPS a livello globale.

L’ambiente testato è sicuramente uno dei più adatti ad ospitare diverse tipologie di servizi, il fatto di non avere praticamente alcun limite dal punto di vista della rete, oltre alla piattaforma Vmware, rende la soluzione di Serverweb.net ideale per il webhosting ma incline anche ad ospitare applicazioni di terzi, non specificatamente destinate al web. Difficile in questi casi fornire un target preciso di utenza per una soluzione di questa tipologia, sicuramente da preferire ad un server dedicato per via delle caratteristiche di HA che l’azienda ha deciso di adottare, una scelta che consente di apprezzare pienamente le qualità di un ambiente virtuale.

Conclusioni

La soluzione virtuale proposta da Serverweb.net si colloca in un segmento di mercato destinato a professionisti ed aziende, ci troviamo di fronte ad una soluzione di alto livello, una virtualizzazione che viene implementata su hardware dedicato e con pieno sfruttamento delle tecnologie offerte da Vmware. In tal senso reputiamo che la VPS sia perfettamente idonea all’utilizzo in ambito webhosting, la prevenzione di downtime della macchina, grazie all’infrastruttura, è sicuramente un punto a favore per preferire questa soluzione ad una macchina dedicata, pensando di utilizzare più VPS all’interno della stessa infrastruttura per soluzioni mission-critical.

Troviamo particolarmente importante la scelta di non limitare in alcun modo la rete sulla macchina, una scelta che fa intendere come gli utilizzi possibili siano i più svariati e non solamente legati al webhosting. Sarebbe sicuramente interessante avere a disposizione un pannello di controllo per la gestione della VM, ci sentiamo infatti spaesati di fronte ad una soluzione di alto livello che non fornisce alcuno strumento di gestione per il riavvio o lo spegnimento della macchina stessa, o per portare la stessa ad uno snapshot precedente.

Ottima la connettività e l’uptime della macchina, uno dei punti forti della soluzione Serverweb.net, che ci sentiamo di consigliare ai clienti in cerca di una vera soluzione virtuale, senza limiti e in tutto e per tutto paragonabile ad una macchina dedicata di alto livello. L’azienda fornisce un servizio unmanaged, con la possibilità di avere assistenza e supporto managed con un canone mensile aggiuntivo.

Riassunto PRO e CONTRO dell’offerta Serverweb.net

PRO riscontrati nella soluzione Serverweb.net:

  • Piattaforma hardware di primo livello, la compagnia utilizza server Dell di fascia alta e una struttura in cluster più storage esterno su SAN per erogare il servizio
  • Vmware: la compagnia ha implementato ESX su un cluster di macchine con possibilità di utilizzo di Vmotion e DRS, soluzioni che consentono HA (High Availability) sulla struttura
  • Connettività e data center: la scelta di collocare il servizio in uno dei migliori data center italiani arricchisce l’offerta, considerando inoltre la ridondanza a livello di linea e alimentazione elettrica
  • Assistenza, difficile trovare uno staff che metta a disposizione dell’utente così tanti mezzi di comunicazione per richiedere assistenza, con tempistiche certe.
  • Una soluzione adatta a qualsiasi utilizzo, anche in ambito mission-critical

CONTRO riscontrati nella soluzione Serverweb.net:

  • Manca un pannello di controllo della VM, una soluzione di fascia alta come questa dovrebbe esserne provvista
  • L’uptime rilevato è molto alto, la compagnia dovrebbe alzare il livello garantito da contratto
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Il Labirinto: scegliere l’hosting

October 21st, 2008

La scelta di una società come referente, partner, fornitore, venditore di spazio web, servizi di hosting, servizio email, consulenza, è un vero e proprio CAOS, quasi come scegliere la giusta cravatta per l’ abito da cerimonia.

Come la “cravatta”, l’hosting deve essere perfettamente in linea con le esigenze dell’ abito, colori , modo di vestire, colore degli occhi.

Sinceramente, scegliere una cravatta, nel momento in cui ho già deciso in quale negozio entrare, è molto semplice: prendo la camicia, l’abito e inizio le prove di abbinamento.

In queste due righe abbiamo detto le regole basi per scegliere il servizio da acquistare

Scelgo l’azienda:

questo punto, come la scelta del negozio, è il momento in cui perdiamo la maggior parte del nostro tempo.
Abbiamo davanti a noi 20 negozi di cravatte, 20 siti web di società di hosting. Quale scegliere?

Scelgo il nome più bello, scelgo la vetrina più lineare o più accattivante? scelgo in base ai colori delle pareti del negozio? scelgo in base alla bellezza della ragazza che è al bancone? scelgo in base al nome conosciuto in città? scelgo in base al prezzo

Cerchiamo di arrivare nella strada dei negozi già con alcune idee chiare (esempi un pò forti, sperando siano comprensibili)

1) cosa voglio dal mio fornitore?

  • assistenza continua o no?
  • assistenza veloce o no? (l’orlo dei pantaloni me li fà dopo 5 giorni o 1 giorno?)
  • assistenza e consigli sul mio futuro business o no? (negoziante attento alle esigenze del cliente)
  • garanzie scritte o aleatorie? (etichetta sui prodotti con le indicazioni ad hoc)
  • garanzia di solidità futura o no? (dopo 1 anno il negozio sarà chiuso?)
  • uno che pensa solo ai numeri e non ai clienti intesi come persone? (fornitore industriale o con anima artigianale?)

2) il mio fornitore deve essere

  • bello all’apparenza e basta? (gran vetrina ma nel negozio poca sostanza)
  • pieno di se , pieno di paroloni ma poca sostanza o tanta sostanza e poche parole? (noi qui, noi là, ma a conti fatti…)

3) il mio sito è

  • amatoriale o deve avere una certa stabilità? (la cravatta è usa e getta?)
  • amatoriale o pronto al successo? (la cravatta la posso abbinare al mio vestito da lavoro?)
  • amatoriale o in esso vedo il mio futuro? (la cravatta è talmente perfetta che andrò con essa dal prossimo cliente?)

4) la struttura su cui devo posizionarlo deve

  • essere ben chiara sul sito o mi affido a qualche immagine? (la cravatta di cosa è fatta?)
  • deve essere garantita da alta disponibilità oppure no? (se dopo poco tempo si sfibra??)
  • mi basta sapere che è su un server con 2,3,4,5 hard disk o è meglio conoscere cosa succede se…
  • la struttura è costosa o economica? (made in china o in Italia?) *

*(precisazione)
- che tipo di server utilizzano?
- i siti web vengono inseriti su server in cluster oppure su unico server?
- se si rompe un server il down di quanto tempo sarà?
- se si rompe uno o due hard disk?
- se parte il Sistema operativo?
- i backup sono salvati internamente e/o esternamente?
- se salta lo switch cosa succede?
- se salta una scheda di rete?
- se salta una cpu?

Etc…

FACCIAMO QUESTE DOMANDE all’azienda a cui voglio affidare il mio BUSINESS! i miei siti web, quei siti che mi danno da mangiare!, e poi decidiamo.
Il nostro slogan parla di “CAMBIA STILE DI VITA…”.

Ragioniamo su questo.

E’ vero che trasferire un dominio è sempre una “rottura di scatole” ma a quali problematiche posso andare incontro se non lo trasferisco?

Devo sempre pregare nel signore sperando che quell’unico server o quell’unica linea o quell’unico UPS o quell’unico firewall o quell’unico RAID non si rompa?

Lasciamo da parte la qualità del supporto che normalmente è sempre attivo nelle aziende di successo, ma lato struttura come è la situazione?
Dove è ospitato il sito, vi è una ridondanza della rete internet? Della rete elettrica? Dello switch? Degli HARD DISK, del server stesso? SI o NO? Questo è ciò che vi dovete chiedere.

Andiamo avanti e torniamo alla scelta.

Adesso che ho capito quali sono le mie esigenze a livello di aziende fornitrice, inizio a visitare i siti e cerco di andarmi a leggere con attenzione

  • chi siamo (se qualsiasi cosa non è ben chiara contattare l’azienda)
  • iniziare a fare delle tabelle, utili per fare paragoni tra i fornitori (se può interessare seguire il link)
  • cercare in rete qualche informazione sulla società
  • fare ricerche su quanti domini ospitano (risposte non obbligatorie in base al tipo di clientela)
  • farsi dare qualche nome cliente (risposta non obbligatoria vista la privacy)
  • controllare il capitale sociale e cercare su infocamere se l’azienda esiste
  • chiamare al telefono per accertarsi del supporto
  • contattarli e attendere la risposta
  • garantiscono sul sito l’assistenza?
  • in quanto tempo?
  • hanno i server sotto monitor?
  • hanno clausole “soddisfatti o rimborsati”?
  • sul sito sono presenti tutti i dati aziendali?
  • sul sito è facilmente reperibile il contratto?

Grazie a questo ho iniziato la scrematura dei possibili fornitori.

Iniziamo adesso a scegliere la “cravatta”, il servizio che più si confà con le nostre esigenze.

Quanti Mb ho bisogno tra sito web, email, database?
Quante email? Ho bisogno di ANTISPAM e ANTIVIRUS? Webmail? IMAP o solo pop3?

In fase di scelta per gli “optional” su indicati…………..ne parliamo in aun altro post.

Grazie per l’attenzione

Un pò di advertising:)

PS: avete un sito web su un server CPANEL? Perfetto! Pensiamo noi ad importarlo pari pari in pochi minuti dall’attuale server cpanel e il tuo/vostro cliente non si accorgerà di nulla ma tu/voi, avrete il sedere parato se un server si spegne visto che ogni sito è presente su 2 server.
L’importazione automatica cpanel pensa a: copiare email, password, dati, mysql, statistiche, personalizzazioni spam.
Sei ancora lì a pensarci?

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La Virtual Machine è simile ad un server dedicato?

October 20th, 2008

Piccolo articolo riassuntivo su possibili differenze
Cerchiamo di scrivere con semplici parole.

Cosa è un server dedicato?
Un server dedicato è un computer più o meno potente, collegato a internet tramite una o più schede di rete, configurato per lavorare da server su cui inserirò uno o più servizi web:)
Oggi decido di essere indipendente e non far alloggiare il mio sito web in uno spazio web condiviso, perciò noleggio o acquisto un server dedicato.
In questo modo avrò risorse hardware tutte per me, e la linea dedicata a quel server sarà tutta per me.
BENISSIMO! a questo punto nascono alcune domande:

  • come gestisco il server?
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
  • quanti dischi inserisco in questo server?
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
  • se il sito un domani non funziona (non crea money), cosa faccio con questo server?
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os?
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
  • se si rompe il primo switch che faccio?
  • mi serve un firewall?

Bene! alcune domande sono state elencate, e, a questo punto, sono un pò nel panico perchè ho troppe domande a cui dare una risposta. Proviamo a rispondere. Le risposte saranno così impostate

1) server di proprietà

2) server a noleggio presso azienda specializzata come potrebbe essere ThePlanet o Liquidweb o altra società
Non indichiamo la nostra perchè l’articolo non deve essere di assoluta autopromozione.

  • come gestisco il server?
    1. il server posso gestirlo in autonomia se ho esperienza sistemistica o mi avvalgo di supporto esterno
    2. idem come sopra
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
    1. si. Acquisto il server, vado al DC e installo l’OS
    2. no. Lo faccio installare da ThePlanet o gestore
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
    1. collego il server ad un Kvm(costoso) oppure acquisto un bel server DELL con DRAC cioè accesso remoto per la gestione del server (reboot, spegni, accendi, controllo hardware)
    2. chiedo a loro di riavviarlo e rimango in attesa
  • quanti dischi inserisco in questo server?
    1. minimo 3. 2 in Raid 1 e 1 di backup
    2. idem come sopra, oppure 2 in raid 1 + backup esterno
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
    1. se pago avrò il backup della rete e della linea. Più costoso
    2. pensano loro in base a quanto ho chiesto in fase di attivazione e in base alle garanzie offerte
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
    1. ho il terzo disco e per sicurezza acquisto un secondo server o un servizio di backup fornito dal DC oppure un FTP esterno dove inserirei i backup.
    2. acquisto il loro servizio di backup
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
    1. certamente. Servirà 1 server utilizzabile per i ricambi oppure da sostituire al primo server, a meno che abbia creato una struttura in cluster.
    2. loro intervengono per cambiare i pezzi
  • se il sito un domani non funziona, cosa faccio con questo server?
    1. mi tengo il server e lo rivendo (esborso iniziale abbastanza alto)
    2. me ne frego e disdico il contratto mensile
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
    1. compro hardware, vado al DC e installo
    2. chiedo a loro
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os?
    1. tranne il reboot, devo fare tutto da solo
    2. pensano a tutto loro tranne le basi di gestione sistemistica
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
    1. sicuramente.
    2. no. Pensano loro
  • se si rompe il primo switch che faccio?
    1. devo avere un secondo switch
    2. pensano loro
  • mi serve un firewall?
    1. normalmente si. Dietro allo switch metto il firewall
    2. servizio di base è incluso, nel caso devo aggiungere una quota alla mensilità

Di seguito le solite domande ma rispondiamo per una Virtual machine

  • come gestisco il server?
    1. posso pagare chi mi dà il servizio VM oppure faccio da solo oppure mi rivolgo all’esterno
  • devo andare al data-center per installare il sistema operativo?
    1. assolutamente no. Pensa a tutto la società che affitta la VM
  • nel caso si spenga la macchina cosa faccio?
    1. entro nella console e riavvio la macchina. Se ho paura di fare da solo chiamo l’azienda e ci pensano loro. Non tutte le Vm hanno console reboot. Non confondiamo shell o accesso remoto con console reboot
  • quanti dischi inserisco in questo server?
    1. non mi interessa molto il discorso quantità dischi in quanto dovrà essere l’azienda che si occupa di fornire una Vm in Raid. A me deve interessare solo la quota spazio disco da affittare. Ovviamente prelidigerò una Vm su struttura in cluster e in Raid (minimo) 5
  • ho una linea di rete e linea elettrica di backup
    1. Devono fornirla loro se offerta. Il Dc ha sempre una linea di backup. Meglio se presente anche sul rack
  • per i backup devo acquistare un secondo server?
    1. no. Acquisto un backup dall’azienda o li invio su spazio ftp esterno.
  • nel caso di rottura hardware devo avere un secondo server di backup?
    1. No. L’azienda deve avere mettermi in condizioni di utilizzare una Vm in cluster
  • se il sito un domani non funziona, cosa faccio con questo server?
    1. disdico il servizio
  • se voglio aumentare la potenza che faccio?
    1. Chiamo l’azienda e faccio aumentare l’hardware virtuale
  • quanto costa un assistenza interna e/o esterna per riavviare la macchina, cambiare pezzi, reinstallare l’os del server madre su cui è installata la Vm?
    1. non è un mio problema. E’ tutto a carico dell’azienda
  • se affitto una parte di rack per inserire il mio server avrò la necessità di uno switch?
    1. Non è un mio problema
  • se si rompe il primo switch che faccio?
    1. Non è un mio problema
  • mi serve un firewall?
    1. normalmente una policy di firewall è presente in ogni azienda, però posso accordarmi per vedere come gestire il firewall. Normalmente mi installo il firewall sulla Vm

Lette le risposte capiamo da subito che la VM non è paragonabile a livello di problematiche ad un server dedicato di proprietà. E’ più similare ad un server a noleggio.

A questo punto arriviamo al dunque rispondendo alla domanda dell’oggetto:
La Virtual Machine è simile ad un server dedicato?

SI! mettendo da parte la non reale virtualizzazione di VIRTUOZZO, la virtualizzazione, come la propone VMWARE, è realmente paragonabile all’affitto mensile di un server dedicato.

Con Vmware avremo una virtualizzazione delle risorse hardware come se noleggiassimo un reale server dedicato.

Al momento dell’acquisto scegliamo la REALE CPU, le reali RAM, una reale QUOTA disco, un REALE OS da installare.

Come è capibile dall’immagine, il nostro sistema operativo, cosa importantissima, è assolutamente indipendente, a differenza di una “virtualizzazione” alla Virtuozzo.

Il nostro OS è gestibile al 100% e non è legato ad un OS di base a livello di update, crash,release.

E’ vero che se alla base c’è chi fà overselling e il sistema si inceppa, si inceppa anche la mia Vm, ma qui si parla di problematiche legate alla serietà dell’azienda e non di problemi legati alla virtualizzazione.
Se l’azienda vende 256 ram, le 256 sono reali. Il problema è se su 16GB di ram ne vengono vendute 16 e son tutte a utilizzo estremo. In questo caso posso aver dei problemi legati alle risorse del server Madre

Alla fine della favola, è meglio scegliere una VM o un server dedicato?

Alla domanda è possibile rispondere solo in base a:
a) budget
b) affidabilità dell’azienda

Sicuramente le cose che possono invogliarmi all’acquisto di una Vmachine piuttosto che un server dedicato, sono:

  • Vmotion
  • consolidate backup
  • clusterizzazione
  • DRS (gestione risorse)
  • velocità di approvvigionamento
  • investimento
  • una console gestione reboot (una sorta di drac o kvm)

Carino

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Tutta l’intervista su HostingTalk.it

October 3rd, 2008

Grazie Stefano. Link

Quando abbiamo intervistato Eos Net Srl, l’azienda che gestisce il marchio Serverweb.net le sorprese sono arrivate già con le prime risposte, ci aspettavamo un’azienda tipica di questo settore e abbiamo trovato una vera e propria società nata per modernizzare e implementare nel settore hosting tecnologie e competenze che appartengono in generale al mondo dei servizi aziendali mission critical. Non c’è dubbio che su questo fronte le idee in Eos Net siano molto chiare.

La storia di questa società ce la raccontano Valentina Magnani e Massimo Monari, rispettivamente CEO di Eos Net e dirigente tecnico nonchè socio della stessa: la loro avventura inizia da un raduno di professionisti informatici che hanno deciso di unire le loro competenze e creare un nuovo punto di riferimento nel mondo del webhosting. Massimo ci dice senza problemi che i loro piani hosting, quelli “preconfezionati” non funzionano molto, la maggior parte dei clienti chiede loro virtual machine personalizzate, in cui il cliente va seguito passo passo per trovare la migliore soluzione. Anche nel mondo dello shared hosting chiariscono subito come l’approccio fatto di singoli server non li soddisfi, i piani forniti attualmente, anche quelli lowcost, sono tutti attivati su cluster di macchine o in ambienti virtuali HA. Proprio l’high availability sembra esser il pallino dei tecnici di Serverweb.net, ci raccontano come l’azienda sia nata su questi presupposti e fino ad ora gli investimenti si siano concentrati quasi esclusivamente nel cercare di avere un’infrastruttura completamente ridondata e con un uptime vicino al 100%. Un’azienda che mira quindi a divenire punto di riferimento nel mondo dei servizi managed con particolare riferimento alle soluzioni che richiedono alti SLA di servizio e configurazioni high availability.

Tutte le informazioni e i piani sono disponibili su www.serverweb.net

Di seguito l’intervista a Massimo e Valentina per Eos Net Srl:

Massimo e Valentina, innanzitutto benvenuti su HostingTalk.it, potete dare una breve introduzione ai lettori su Eos Net Srl e su di voi?

Salve, prima di tutto vogliamo ringraziare per l’opportunità dataci di poter far conoscere la nostra società.

La nostra società, è nata nei primissimi mesi del 2008 quando, ad una cena in quel di Londra, in Down Street, una parallella di Piccadilly Street proprio di fianco all’Hard Rock Cafe, da non confondersi con Downing Street, presso il Ristorante Italiano Prezzo (non andateci!). In seguito ad una riunione di informatici e “para”-informatici, due responsabili di piccole società hosting, dipendenti di una società con esperienza nella consulenza informatica per aziende e il responsabile di una ditta che seguiva il mercato delle medio-grandi aziende a livello di virtualizzazione e realizzazione CED, hanno deciso di incontrarsi più volte, questa volta in Italia, per buttar giù le basi di una nuova società che accorpasse le aziende più piccole e facesse da traino, grazie ad un importante investimento, al loro mercato.

La fortuna è stata quella che alla base vi era l’amore per questo lavoro, la passione, la medesima ambizione di crescere nel settore.

Purtroppo questi fattori non bastavano per creare qualcosa che si potesse affermare nel settore, pertanto ognuno ha portato del proprio inserendo in tal progetto consulenti aziendali, fiscali e esperti del mercato dell’hosting.
Dopo 20 giorni, iniziano i lavori di “assemblaggio” dell’azienda, e, dall’unione di informatici Windows certificati (tra cui Massimo che avete conosciuto sul forum), sistemisti *nix portati all’interno da due piccole ditte di hosting, due esperti e affermati (molto) personaggi dell’hosting (ancor oggi sono all’interno dello staff come consulenti) e i consulenti aziendali, nasce la EOS NET srl, visibile online col dominio www.serverweb.net, dominio omaggiato da uno del gruppo che lo teneva da anni parcheggiato in attesa dell’occasione giusta.

Serverweb.net, qualche riga per spiegarci quale è la vostra idea dietro questo brand e dove intendete arrivare.

Il dominio era perfetto per la mission della nuova società la quale si prefiggeva alcuni precisi obiettivi per il futuro:

1)Continuare il business delle società aderenti migliorando esponenzialmente la qualità, il servizio e la stabilità.

2)Aggiungere, grazie alla sinergia di più persone, servizi nel settore dell’hosting (exchange, Vm). Servizi offerti così da una unica società.

3)Divenire un punto di riferimento in rete per le società interessate alla virtualizzazione, grazie alla certificazione VMware che i futuri soci hanno acquisito

4)Contribuire a migliorare il mondo dell’offerta hosting offrendo un hosting garantito, hosting di alta qualità e alta affidabilità grazie alla virtualizzazione VMware.

La società dopo aver sottoposto le prime offerte a partner “clienti” di rilievo, ha avuto subito un ottimo ritorno in termini di accettazione delle proposte e dell’idea virtualizzazione.
I clienti delle società incorporate hanno ben accettato la nuova politica aziendale, soprattutto per il fatto che le linee guida di base (offerte datate) non sono state modificate, ma migliorate a livello di supporto totale. I clienti “datati” hanno visto di buon occhio il fatto che non vi sarà nessuna modifica, come detto, alle linee guida. I più preoccupati erano i rivenditori i quali erano impensieriti di vedersi modificare IP, DNS personalizzati e anonimi, piani hosting, politica di contatto col cliente finale. Questi ultimi sono stati rassicurati sul fatto che nulla cambierà a livello di anonimato verso i loro clienti finali, anzi, hanno visto con gran entusiasmo la notizia nella quale si informava che i rivenditori potevano utilizzare dei loro nameserver da sostituire ai dns anonimi delle aziende.

Massimo, il nostro cuore lavorativo, lavorava come capo responsabile uffici informatici di una delle più grandi aziende italiane con una gavetta alle spalle durata ben 18 anni. Altri hanno hanno esperienza lavorativa diretta nell’hosting, come dipendenti o titolari, altri ancora hanno esperienza nel settore del software (Asp e Php), e poi abbiamo gli specialisti di Vmware.

Ovviamente date le tante persone da “sfamare” abbiamo diversi obiettivi.

Obiettivo primario è seguire le linee guida dei principali personaggi della ditta, coloro che hanno movimentato l’idea e avviato la fase di startup. Il primo obiettivo raggiunto e che dovrà migliorare ancora è offrire un servizio impeccabile di hosting, supporto attivissimo come indicato sul nostro sito (sul sito indichiamo le tempistiche di risposta per il settore business e low cost), qualità del servizio, e possiamo dire anche quantità!….solite banalità, giusto?

Quando abbiamo acquistato la struttura non abbiamo badato a spese e non è ancora finita visto che di giorno in giorno ci viene in mente qualcosa da acquistare per riuscire ad arrivare al famigerato uptime del 100% (Obiettivo sostanziale)
Altro obiettivo è quello di continuare a fare il lavoro che abbiamo sempre fatto: sistemisti linux e windows, consulenze per medio-grandi aziende, e tanto altro.

La vostra esperienza non inizia nel settore hosting, quali le ragioni che vi hanno spinto in questo settore e quale know-how volete apportare al settore con le vostre offerte?

Come potrete notare abbiamo diversi piani hosting e VM sul sito web. Speriamo che le nostre offerte incontrino il mercato e i clienti più esigenti. E’ vero che sul sito abbiamo inserito un’offerta lowcost, non potevamo non tener presente quell’aspetto dell’hosting dato che si trattava di un’offerta presente a listino già nel passato, però il nostro target è quello della HighAvailabilty e dei piani Business/Corporate.

Il piano hosting che stà incontrando maggiormente il responso della clientela è il piano B-Business. Un piano rivolto ad aziende e a webmaster che richiedono tranquillità. Per quanto riguarda le Virtual Machine, non abbiamo abbiamo avuto un buon riscontro sui piani indicati sul sito. Chi ha acquistato, per il 90%, ha richiesto una VM personalizzata contattandoci direttamente via email. La cosa che ci ha colpito di più è l’interesse visto sulla possibilità di creare una VM assolutamente paritetica ad un server dedicato:

1)quantità dischi
2)personalizzazione del partizionamento del disco
3)non obbligo di associazione pannello di controllo
4)possibilità di gestire, questo grazie alla tecnologia VMWARE, non grazie a noi, in modo
assolutamente autonomo, gli aggiornamenti della macchina.

Pensiamo che VMWARE dia la possibilità ai clienti di sentirsi realmente autonomi nel settore delle VPS.

Sinceramente i servizi offerti sono i soliti piani hosting che offre anche la concorrenza, linux con Cpanel, windows con Plesk, Virtual machine con VmWare, domini, domini con gestione dei dns e record zona, domini con forward, piani low cost che come ci siamo detti sopporto poco visto cosa c’è alla base, piano business, servizi Exchange, servizi avanzati per aziende che vanno dalla gestione di un server alla realizzazione di una struttura CED virtualizzata e non virtualizzata.

Oramai siamo tutti uguali visti davanti ad un PC. Ognuno imbastisce i suoi slogan, le sue belle frasi, le sue immagini di server, e il cliente ovviamente si sente spiazzato quando entra in rete a cercare la fatidica parola “hosting”.

Perchè le persone dovrebbero prenderci in considerazione? Potrei inserire in queste righe qualche slogan, qualche promessa, come su indicato, ma fondamentalmente posso semplicemente dire: provate, avete tempo per ripensarci. Noi abbiamo bisogno di voi pertanto sarà nostra cura fare tutto il possibile per accontentarvi. Chiedeteci tutte le informazioni possibili e saremmo pronti a rispondere nei termini della nostra privacy.

Attualmente quali sono i servizi offerti e all’interno di quale datacenter vengono ospitati?

I server sono ospitati presso KPN. Speriamo a breve di aprire un’altro punto presso INET, presso il loro nuovo Data Center (2data-center= disaster recovery + cluster in rete= uptime 110 e lode).
Il data-center KPN è fornito di proprie ridondanze come tutti sapranno e abbiamo voluto sfruttarle al 100%. Poiché è inutile avere alle spalle un Data-center ridondato senza aver a tua volta un rack ridondato a livello di linea e alimentazione, abbiamo deciso di investire anche in tal senso. Doppia linea e doppia alimentazione.

Mi avete parlato dell’acquisizione di realtà più piccole del settore hosting, quali problemi comporta solitamente quest’operazione a livello tecnico e commerciale?

Tutto lo studio e la fattibilità della cosa è stata facilitata da vari fattori.

1)Le aziende erano ben gestite a livello di contabilità, gestione clienti, gestione server, offerte.

2)Piccole realtà, pertanto minor problema di gestione del trasferimento e comunicazione con i clienti.

3)Non vi è stata una acquisizione di quote societarie, bensì una implementazione di soci, i quali spostano i clienti a livello fiscale, con i dovuti accorgimenti legali, ovviamente.La vicenda è stata seguita soprattutto dai dai due consulenti (1 fiscale, 1 aziendale) i quali una volta che hanno ricevuto il benestare dagli altri soci, si son prodigati per sistemare le situazioni.

A livello commerciale abbiamo dovuto rassicurare i “vecchi” clienti sul fatto che nessuna politica aziendale venisse modificata (contratti e clausole non modificati, prezzi non modificati, tipologia di supporto modificato in positivo).

Il problema più grosso è stato quello di gestire i rivenditori, i più preoccupati per un discorso di privacy, anonimato dei nameserver e whois. Una volta chiariti questi punti con i clienti, abbiamo dovuto studiare come gestire il discorso tecnico. Spostarli su nuovi server oppure lasciare le cose come stavano? Qui hanno scelto i clienti. Alcuni hanno scelto upgrade, altri hanno lasciato tutto come era, altri ancora hanno deciso di cambiare server però utilizzando il medesimo piano. In pratica, ciò che a noi interessava era soprattutto creare una nuova struttura, non acquisire solo per ampliare la struttura. Risorse “VECCHIE” per semplificare il lavoro futuro grazie all’esperienza.

Quali sono oggi le maggiori richiesti dei clienti per ambienti di livello professionale?

Le richieste per l’hosting sono sempre le solite a differenza delle richieste e necessità di strutture aziendali che ogni volta cambiano fisionomia. I clienti hanno richieste ben precise, alcune sicuramente attuabili, altre non attuabili
Uptime 99,95 o 100% garantito, server di posta stabile, database funzionanti, sicurezza, tempistiche di supporto, contatto umano.

Per quanto riguarda l’uptime, purtroppo pur esistendo grazie all’HA possibilità di arrivare a tali valori percentuali, vi sono nel settore informatico delle problematiche che sono assolutamente imprevedibili. Come indicato sul nostro sito è vero che un server potrebbe non esser più visualizzabile se si rompe il cluster, se si rompono n Hd, se si rompono n ventole, se si bruciano n ram, ma l’imprevedibilità dell’hardware è reale e nulla può fare in modo che ciò accada, basti pensare anche al problema ENEL di 2 anni fa. Chi avrebbe mai pensato ad un down rete elettrica del genere? E il problema del Mix di pochi mesi fa? O il problema stesso di Kpnqwest sempre di poche mesi fa? O di ThePlanet?

A breve avremo a disposizione una struttura così composta:
virtualizzazione del settore hosting (ogni server su 3 macchine), storage a cascata con dati replicati in cluster raid su 3 storage MD3000i, si potrà parlare di uptime garantito quasi al 100%.
Ma è vero che è garantibile al 100% o quasi? Si può avere una struttura ridondata, esagerata, ma poi subentra un altro problema nell’hosting condiviso, quello dei siti web ospitati (loro contenuto) sui server. Può bastare un sito web con qualche cms non aggiornato per creare qualche problema.
E’ vero che sui server vi sono molte sicurezze, ma purtroppo alcune non vengono implementate al 100% per il problema funzionalità script (cms in primis). Ecco fatto che un piccolo bug crea un loop o un invio di email intasando il mail server ed ecco fatto che l’uptime diminuisce.

La posta e la sua stabilità la fa quasi da padrona in questo settore, molto più che la stabilità del webserver. Le richieste riguardano moltissimo il funzionamento degli antivirus e antispam. Ultimamente i clienti hanno il gran problema che con alcuni servizi non ricevono le email catalogate come spam dagli RBL. Noi abbiamo ovviato a questo problema utilizzando alcune sintassi utili per far comunque recapitare le email ai clienti anche se identificate come SPAM, il cliente decide cosa farne, se lasciarle in qualche casella di posta oppure farle cancellare in entrata, un po’ come fà spamassasin. In pratica per l’antispam si può utilizzare solo spamassasin oppure un mix di spamassasin, rbl, razor,etc. Se si usano gli RBL si ha il problema su indicato a meno che intervenga modificando le impostazioni di exim e di mailenable.

Le richieste di tempistiche supporto, per semplificare le risposte, abbiamo indicato direttamente online, sul sito, tempistiche di risposta e intervento

Seppur presenti nel mondo del web il telefono sembra essere ancora un mezzo di comunicazione importante per le persone, un modo per sentire che qualcuno è vicino e che è pronto ad aiutarti, così come spesso viene visto come un modo per assicurarsi che qualcuno, dall’altra parte, c’è realmente.

Nel settore no-hosting le richieste sono legate alla virtualizzazione del proprio Ced e l’installazione di server e sistemi operativi. Stà continuando la richiesta perbackup dei dati su rete esterna.

Un parere sul settore hosting italiano, oggi c’è ancora spazio di crescita e in quale ambito?

Nel settore business a nostro giudizio c’è possibilità di crescita. Sicuramente anche nel settore low-cost, però più nel settore business e VM. Il futuro vedrà una diminuzione nei prossimi 5 anni del classico hosting a favore di hosting di estrema qualità, delle Vm e dei server dedicati
Le aziende che vogliono realmente affrontare il mondo web devono investire e pensare che il web è da paragonarsi quasi al loro ufficio/stabile. Non dico che dovranno investire nel web i soliti capitali che investono per far crescere la propria azienda a livello geografico, ma quasi. Se investono 100 per una bella vetrina, dovranno spendere 90 per un bel sito. Se spendono 100 per “allarmare” il proprio ufficio, dovranno investire 90 per la sicurezza del loro sito web, se investono 100 per pubblicizzare l’attività nella zona geografica, dovranno investirne altrettanti nel web. Il futuro oltre che a vedere un maggior interesse per la qualità, le garanzie, del settore hosting, confermerà anche il successo per le società che si occupano del settore SEO.

La virtualizzazione viene spesso vista come elemento poi necessario nel passaggio ad una infrastruttura cloud, avete intenzione di offrire in futuro anche servizi di cloud computing?

In un certo modo vengono già forniti questi servizi, ovviamente non parliamo ancora di un vero e proprio cloud.

Sicuramente l’obiettivo è quello di fornire al cliente tutti quei servizi che gli necessitano. Senza esagerare è possibile trasferire, grazie alla virtualizzazione e alla scalabilità di essa, tutto il Suo CED su una nostra struttura; fare in modo che stacchi ogni sorta di licenze exchange in ufficio per spostare tutto il lavoro exchange all’esterno, diminuendo così i costi; spostare la gestione delle fatture direttamente online e distribuire meglio il lavoro anche in diversi uffici, semplificando la gestione della contabilità e dei rapporti con i propri contabili.

Si deve arrivare al punto, Google insegna, che il lavoro viene spostato su server esterni per diminuire i costi e aumentare la velocità di calcolo e la sicurezza (ovvio che non si parla di rete pubblica aperta).

Dalle tue risposte mi sembra di capire che la vostra concezione di hosting sia dipendente completamente dalla necessità di soluzioni HA, quale futuro si auspica quindi per i servizi lowcost e quale significato pensi possa assumere, per voi, come per il resto del mercato, il termine “hosting condiviso”?

L’hosting condiviso dovrà essere solo 1 gradino sotto alla qualità delle Vm. Per il resto l’hosting dovrà andare verso l’HA assoluta, più costoso sicuramente, ma stabile. Una struttura in HA costa. Solo per partire, i costi sono di qualche decina di migliaia di euro.
Internamente, chi si occupa di hosting, pensa che l’azienda o il rivenditore che ha bisogno di servizi web dovrebbe cercare soluzioni di hosting condiviso e non VM o server dedicati, visto che ognuno deve fare il proprio mestiere e non può dall’oggi al domani diventare un mini sistemista. Un server dedicato o una Vm se pur managed, non sarà mai controllato/a come un un server per l’hosting condiviso, anche se c’è da precisare che i server dedicati o le Vm difficilmente possono avere le problematiche di un server per l’hosting condiviso. Mi scuso per il discorso un po’ arzigogolato, ma per iscritto è molto difficile esprimere questo punto.
La richiesta dell’HA per l’hosting condiviso e ovviamente per le Vm, è stata la prima cosa che è stata gettata sul piatto da chi si occupava da anni di hosting. Hanno da subito precisato che avrebbero portato avanti il discorso societario solo se la priorità massima era l’HA.
In pratica erano stanchi di passare il tempo a controllare bilanciamenti, hardware, uptime e perciò hanno voluto da subito che l’azienda investisse in tal senso per cercare di vivere questo settore con minor stress. All’inizio si doveva decidere se spendere il minimo indispensabile per fare hosting (2 server, 1 switch, 1 firewall, un po’ di banda, ¼ di rack) oppure esagerare e acquistare consulenza Dell e VmWare, hardware certificato, rack interi, banda aperta, storage a gogo, switch ridondati, etc. L’amministrazione, inizialmente non molto contenta visti i costi, ha accettato la soluzione esagerata.
Pensiamo, se tutto va bene, nell’arco di un anno di riuscire a coronare il sogno dei nostri signori dell’hosting: virtualizzazione assoluta (server, Vm, Storage, Firewall, Switch) in HA su minimo 3 nodi dedicati per servizio e l’apertura di una strutturina presso Inet per il Disaster recovery con cluster in rete (da Kpn a Inet e viceversa).

Come lavorate all’interno del team, avete una suddivisione dei ruoli specifica anche nell’allestimento dei progetti?

I ruoli sono divisi soprattutto per i sistemisti. Vi è una divisione tra i “linuxiani” e gli “windowsiani” . Ognuno segue il suo sitema operativo preferito anche se poi ognuno è pronto ad aiutare l’altro per qualsiasi cosa. Può capitare che chi segue cPanel sia impegnato col commerciale o con l’amministrazione e se si deve intervenire su un server cPanel o c’è da controllare una Vm linux, il collega windows si alza e interviene.

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September 28th, 2008